Crisi di governo: adesso Conte è pronto a dimettersi, ecco perché e che scenari si aprono

Crisi di governo: adesso Conte è pronto a dimettersi, ecco perché e che scenari si aprono

Probabilmente domani il Premier salirà al Colle per lasciare il mandato da Presidente, ma ne dovrebbe ottenere subito uno nuovo

I tentativi di trovare un numero adeguato di responsabili per la prosecuzione del governo Conte bis sembra non stia sortendo i risultati sperati. I numeri sono ancora bassi per raggiungere la maggioranza assoluta al Senato. Questo anche perché sia chi ha già fatto il passaggio dall’opposizione alla maggioranza e chi sarebbe in procinto di farlo, alcune condizioni le hanno messe.

Senza voler essere tacciati di malignità, appare chiaro che chi ha appoggiato la maggioranza al Senato, facendo arrivare a 156 i voti favorevoli alla fiducia (maggioranza relativa), oppure chi si è astenuto (Italia Viva) evitando lo smacco di 156 a 156 a Palazzo Madama, adesso chiede il conto.

Serve un rimpasto di governo, anzi, serve un governo tutto nuovo. E così adesso Conte sembrerebbe intenzionato a rimettere nelle mani del Capo dello Stato Mattarella il proprio mandato. Ma il premier non verrà cambiato, piuttosto si passerà ad un Conte ter.

Cosa dovrebbe accadere domani

Le risposte alla responsabilità chiesta dalla maggioranza ai parlamentari, cioè l’aiuto per andare avanti sono state scarne allo stato attuale delle cose. Va bene che finché la legislatura va avanti i parlamentari non rischiano di essere esclusi dal Parlamento con una nuova tornata elettorale, ma chi si è reso disponibile a dare una mano al governo qualche condizione l’ha messa e qualcosa in più della prosecuzione della legislatura deve pur avere.

Ecco perché il governo Conte bis sembra arrivato al capolinea. Il Premier è intenzionato, in base ad alcune indiscrezioni, a salire al Colle domani per le sue dimissioni. Ma allo stesso tempo chiederà un mandato esplorativo, che apre ad un Conte ter.

Cambierà di nuovo la squadra di governo, con lo stesso Premier però. Questo lo scenario più probabile, con un allargamento vero della maggioranza a quei centristi di Tabacci che sono disponibili a dare una mano e che puntano con la mossa del nuovo esecutivo, ad attirare nuovi responsabili (o transfughi come qualcuno li chiama).

Per Conte con questa mossa verrebbero centrati due obbiettivi. Il primo quello di salvare il suo ruolo di Capo del Governo e poi di evitare il primo scossone che nella relazione sulla giustizia del Guardasigilli Bonafede, il suo governo avrebbe.

Infatti Italia Viva (e forse anche qualche parlamentare di maggioranza) voterà contro la relazione Bonafede, non si asterrà come ha fatto sul voto di fiducia di martedì scorso. E c’è il concreto rischio che l’esecutivo vada sotto proprio sulla relazione del Ministro della giustizia, Alfonso Bonafede.

Apertura al centro e governo di salvezza nazionale

Quindi, domani Conte lascerà il mandato di Premier del governo Conte bis per ricevere il mandato di formare il governo Conte ter. Un nuovo governo che sembra poter già contare sull’aiuto a Montecitorio e a Palazzo Madama, dei centristi di Bruno Tabacci.

Conte cercherà di aprire anche alle opposizioni in una specie di governo di salvezza nazionale. Lega e Fratelli d’Italia c’è da scommetterci rifiuteranno, ma restando nel centrodestra, non è escluso che l’apertura al centro spinga qualche parlamentare di Forza Italia alla riflessione. Una cosa su cui forse Conte spera davvero.