Autore: Giacomo Mazzarella

Governo

Crisi di governo: Renzi chiede tre ministeri top e Buonafede out

Il leader di Italia Viva e responsabile della crisi continua con le richieste

Seconda giornata di esplorazioni per il Presidente della Camera, Roberto Fico. La quadratura del cerchio non è ancora arrivata e il nuovo esecutivo, che sia il Conte tre o un governo istituzionale con un Premier diverso ancora non c’è. E oggi 2 febbraio Fico dovrebbe tornare al Quirinale a riferire al Presidente della Repubblica Mattarella.

Cosa dirà il Presidente della Camera al Capo dello Stato è un mistero. Difficile che dica di aver trovato una maggioranza in linea con quello che ha richiesto Mattarella. Matteo Renzi infatti prosegue con le sue richieste, alzando sempre di più la posta come si legge sull’Huffington post. Colui che ha di fatto aperto la crisi, sembra continuare ad avere il pallino in mano.

Le richieste di Renzi e il baratto Conte con alcuni Ministeri

Anche se non è ben visto anche da alcuni Dem, il PD non vuole che Gualtieri e il suo dicastero dell’economia e delle finanze venga messo in discussione. Ad oggi appare complicato uscire fuori dalla linea che tende al Conte ter piuttosto che ad un altro governo.

Appare evidente che sulla figura di Giuseppe Conte c’è l’equilibrio in seno alla maggioranza rimasta in sella dopo la fuoriuscita di Italia Viva. Ma proprio i renziani chiedono un cambio di rotta. E l’ex sindaco di Firenze ed ex Premier Renzi detta le condizioni per tornare nella maggioranza.

C’è ormai una certezza in tutta questa situazione. La maggioranza senza i senatori di Italia Viva non può andare avanti. Centristi, europeisti, costruttori, responsabili e così via, non bastano.

Conte Premier a Renzi non va bene, ma una certa apertura ad un Conte tre da parte di Italia Viva comincia a trasparire. Se non salta Conte, occorre un colpo di spugna su alcune caselle del governo, su alcuni Ministeri.

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Renzi vuole discontinuità nella squadra di governo

Se non ci potrà essere discontinuità sul nome del Premier, Renzi punta ad una discontinuità su alcune caselle chiave. Roberto Gualtieri in prima fila, ma come detto, in questo caso è il PD a fare muro. Poi c’è il guardasigilli Alfonso Bonafede, che senza le dimissioni si Conte sarebbe stato di fatto sfiduciato sulla sua relazione sulla giustizia.

Gualtieri sembra protetto anche dal fatto che cambiare Ministro dell’economia mentre ci sono da ultimare i decreti attuativi anche d l decreto Ristori 5, appare una esagerazione. Bonafede invece è letteralmente appeso ad un filo.

Ma non basta, perché Renzi pretende al Ministero dell’interno occupato da Luciana Lamorgese, Ettore Rosato, suo fedelissimo. E alle Infrastrutture niente poco di meno che Maria Elena Boschi. Si, la Boschi che da anni è attaccata duramente dal Movimento 5 Stelle per la questione banche.

Far digerire ai grillini la Boschi Ministra è una cosa complicata, se non per i parlamentari pentastellati, quanto meno per gli iscritti al partito. Vanno bene i dietrofront sul Tav, Tap, sul vincolo del secondo mandato, sul mai con la Lega, mai col PD, mai più con Renzi e così via, ma pure un governo insieme alla Boschi è una cosa piuttosto pesante. E Renzi oltre a puntare anche al Ministero Dello Sviluppo Economico, vuole pure il ritorno di Teresa Bellanova all’Agricoltura.

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