Crisi di governo: Conte ter e soluzioni a sorpresa, tutti i possibili scenari

Crisi di governo: Conte ter e soluzioni a sorpresa, tutti i possibili scenari

Mandato esplorativo a Roberto Fico che darà i primi riscontri su ciò che potrà decidere il capo dello Stato

Crisi di governo, come si esce? Il mandato esplorativo a Roberto Fico è stato lo step di cui si è avuto notizia nelle ultime ore. L’obiettivo come è noto è capire se esistono i margini per dare vita ad una nuova maggioranza all’interno della legislatura in atto. Alla fine a decidere, come la Costituzione dispone, sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Il capo dello Stato, ad un certo punto, dovrà valutare se sarà opportuno dare mandato a qualcuno per formare un nuovo governo, ove esistessero le basi politiche, o scegliere le elezioni. Ma quanti sono gli scenari possibili? Sei. Talmente tanti che potrebbero diventare fonte di disorientamento per chi non segue abitualmente la politica.

Conte ter, le due facce di una soluzione alla crisi di governo

Un primo orizzonte possibile (anche se, in realtà sono due ) è il Conte ter. La possibilità che Giuseppe Conte arrivi a diventare il capo del terzo esecutivo da quando è diventato premier passa per due tipologie di maggioranza.

Una è quella che, di fatto, sarebbe la continuazione di quella che ha sostenuto il Conte-bis. Pd, Movimento 5 Stelle ed Italia Viva dovrebbero assistere le strategie governative e la governabilità sarebbe garantita.

Tutto, però, come è noto passa dalla necessità di ricucire i rapporti con il partito di Matteo Renzi. Passaggio non semplice, ma non impossibile. L’altra possibilità di Conte ter è quella che vedrebbe il governo sostenuto da Movimento 5 Stelle, Pd e da una pattuglia di parlamentari definiti «responsabili».

Si tratta di deputati e senatori privi di appartenenza politica o comunque intenzionati a votare a favore del governo che dovrebbero, però, essere in numero tale da garantire la maggioranza alla Camera e soprattutto in Senato. Servirebbero 14 o 15 senatori, numeri che ad oggi non paiono esserci e che comunque potrebbero non rappresentare un presupposto di stabilità.

Crisi di governo, le soluzioni senza Conte

Una terza ipotesi è che la maggioranza formata da Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Italia viva possa dare vita ad un nuovo governo, ma senza Giuseppe Conte. In sostanza, anche solo teoricamente, esiste la possibilità che la rinuncia all’attuale premier possa diventare un punto di incontro nella mediazione tra le forze. Allo stesso modo non è detto che eventuali condizione di accordo possano soddisfare l’attuale capo del governo.

Ma si tratta di scenari al momento ipotetici, tenuto conto che la prime valutazioni non prevedranno, per le attuali forze governative, scenari senza Giuseppe Conte. Da più parti si ritiene che l’attuale premier rappresenti la migliore sintesi possibile per tenere unite due forze eterogenee come Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Mettere in discussione il sodalizio tra due forze sempre eterogenee equivarrebbe a complicare ulteriormente le cose.

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Governo: Draghi premier, non la sola soluzione senza Conte

Ci sono poi due soluzioni in cui, complice l’emergenza economica e sanitaria nazionale, le forze parlamentari sarebbero chiamate a farsi andare bene una proposta in cui mettere da parte le contrapposizioni politiche. Uno è il così detto governo di larghe intese. Quello in cui verrebbe messo in piedi un esecutivo chiamato a mettere in atto misure in grado di soddisfare e trovare l’approvazione di quanti più partiti possibili: da destra a sinistra. Lo scenario è al momento particolarmente remoto come ipotesi tenuto conto che il centrodestra ha già fatto sapere che non sosterebbe alcuna maggioranza.

Di rango simile, ma non del tutto, sarebbe un governo istituzionale. Per affrontare le varie situazioni critiche in questo momento in corso in Italia, si andrebbe a dare l’incarico a una figura di spessore nazionale o internazionale (Draghi? Cartabia? Cottarelli?) che avrebbe l’onere di costruire una squadra di figure qualificate ed aggreganti. Tra le ipotesi che iniziano a circolare c’è quello che vedrebbe addirittura l’ex presidente della Bce al Ministero dell’Economia, dove andrebbe a gestire i soldi del Recovery Fund in attesa di diventare un candidato molto credibile al Quirinale per il 2022.

Crisi governo: elezioni l’ipotesi più remota

Su Draghi risultano significative le parole di Mara Carfagna, deputata di Forza Italia. In un’intervista a Repubblica ha sottolineato come per il centrodestra sarebbe un errore «arroccarsi sull’Aventino», nel momento in cui le urne, come pare, dovessero allontanarsi. «Il gesto - ha detto - di vero patriottismo sarebbe quello di proporre un governo col sostegno dei migliori, che poi è la soluzione nella quale si riconosce una parte consistente dell’elettorato di Forza Italia e Lega. Ma anche di Fratelli d’Italia, ne sono certa».

E, in un altro passaggio dell’intervista, c’è un punto in cui Mara Carfagna dice ciò che, a suo avviso, M5s e Pd dovrebbero fare. «Dovrebbero mettere da parte ogni interesse di bottega e avanzare il nome di spessore come l’ex presidente della Bce, Mario Draghi. Chi meglio di lui potrebbe dar vita a un governo di salvezza nazionale?».

Parole che da un lato confermano quanto il sesto scenario, ossia le elezioni, siano viste lontane anche da un partito che le approverebbe come soluzione, dall’altro forse rendono credibile l’ipotesi di un governo istituzionale qualora saltasse il Conte ter.

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