Credito in conto corrente: cos’è e come funziona

Credito in conto corrente: cos'è e come funziona

L’apertura di un credito in conto corrente rappresenta la possibilità di avere una certa somma a disposizione da parte della propria banca. Ma come funziona e quali sono le caratteristiche?

L’articolo 1842 definisce l’apertura di conto corrente come «il contratto con il quale la banca si obbliga a mettere a disposizione di un’altra parte, una certa somma di denaro per un determinato periodo di tempo stabilito o indeterminato». Questa operazione viene spesso chiamata anche scoperto di conto. Inoltre, è anche usata quando si ha bisogno di una somma di liquidità.

Credito in conto corrente: la durata

Le parti (banca e cliente) possono decidere di firmare, un credito in conto corrente, stabilendo una durata determinata o indeterminata. Ne primo caso, la banca si obbliga a mettere a disposizione la somma di denaro, e può recedere dalla scadenza, solo per giusta causa. La banca che recede, deve comunque, dare il tempo di 15 giorni, al cliente per permettergli di restituire il credito.

Nel secondo caso, se non è stabilito alcuna fine del contratto, le parti possono recedere in qualsiasi motivo, attraverso una semplice comunicazione 15 giorni prima. In altre parole, in questo caso basta solo un preavviso, nessun motivo specifico.

Credito in conto corrente: come si apre?

Il cliente per aprire un credito in conto corrente deve essere titolare di un conto corrente. Ovviamente, alla banca va pagata una commissione, che spesso è un pochino più elevata di altre forme di liquidità. Vanno sommati anche gli interessi, sempre secondo il contratto che si è preventivamente sottoscritto.

Il cliente oltre a versare queste quote, deve godere di tre caratteristiche:

  • non aver mai tardato il pagamento di precedenti rate;
  • non essere stato protestato;
  • avere un equilibrio tra la somma richiesta e la sua capacità di rimborso.

La capacità di rimborso si calcola in relazione al proprio livello di reddito. Possono essere coinvolti anche terzi soggetti garanti, fideiussioni o garanzie proveniente dalla sottoscrizione di un’assicurazione.

Credito in conto corrente: quanto costa l’apertura?

Il costo di apertura dipende principalmente dei cosiddetti «interessi di debito», più una quota per la tenuta a disposizione della somma. Questa commissione è proporzionale all’importo richiesto e alla durata del credito. Non esiste un valore univoco di spesa fissa, ma ciò che è certo, è che non può superare lo 0,50% per trimestre. Il famoso TAEG, infatti, rappresenta il Tasso annuo effettivo globale ed è il parametro corretto di riferimento.

Credito in conto corrente: quali sono i rischi?

Quando si accedete all’apertura in conto corrente di un credito, bisogno aver ben chiaro in mente, che la somma va restituita. E che questo comporta, un impegno costante da prendere nei confronti della banca. Non solo, ma ci sarà anche un pagamento inevitabile di interessi e commissioni, come un normale prestito.

Pertanto, prima di sottoscrivere un’operazione come questa, è sempre consigliato leggere con attenzione i foglietti informativi. Tra cui è importante anche il modulo SECCI (Informazioni europee di base sul Credito ai Consumatori), ma anche altri documenti di trasparenza delle operazioni.