Covid, riaperture più vicine: il punto del prof Locatelli (Cts)

Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ha parlato in un’intervista al Corriere della Sera

Le vaccinazioni contro il Covid e soprattutto i dati epidemiologici spingono l’Italia verso le riaperture. È più o meno quanto si evince dalle parole del professor Franco Locatelli, protagonista di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera nell’edizione del 16 maggio.

A parlare è il presidente del Consiglio Superiore di Sanità e coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico che ha delineato i possibili scenari rispetto alla decisioni del governo Draghi, tenuto conto che l’ultima parola spetterà comunque alla politica.

Decreto in vigore dal 26 aprile, nessun segnale negativo

Sono ormai passate tre settimane da quando lo scorso 26 aprile si è deciso di far ripartire il Paese sulla base del principio che lo stesso presidente del Consiglio ha definito di «rischio ragionato». Fu quello il momento in cui si scelte di ripristinare le zone gialle e far riprendere, anche a sera, le attività di ristorazione all’aperto.

Franco Locatelli, nel corso della sua intervista al Corriere, ha evidenziato che ad oggi le riaperture «non si sono associate a una ripresa della curva epidemica». «L’ultima analisi settimanale - ha chiarito il professore - indica un Rt inferiore a quello della settimana prima (0,86 contro 0,89) e l’incidenza cumulativa di casi ogni 100.000 abitanti è scesa a un valore nazionale di 96».

Riaperture, attesa la Cabina di Regia

Tre regioni (Friuli Venezia Giulia, Molise e Sardegna) viaggiano, qualora mantenessero l’attuale trend, verso la zona bianca. Uno status che si acquisisce nel momento in cui per tre settimane consecutive (salvo revisione dei parametri) si mantengono i contagi al di sotto dei 50 settimanali per 100.000 abitanti.

Un livello che, come lo stesso Locatelli ha sottolineato, «permette di poter avere una gestione basata sull’identificazione dei casi e sul tracciamento dei loro contatti». L’allentamento delle restrizioni non ha dunque portato allo scenario negativo che si era prefigurato tra quelli possibili.

«L’analisi della prossima settimana - ha chiarito Locatelli in relazione ai dati - ci darà un quadro ancora più compiutamente definito, ma, non avere, al momento, segnali di allerta è incoraggiante anche nella prospettiva di nuove misure di apertura, quali per esempio il prolungamento del coprifuoco, che il governo si accinge ad adottare. Resta fondamentale il principio ispiratore della gradualità e progressività ricordato anche recentemente dal presidente Draghi».

Già per il 17 maggio è prevista la Cabina di regia in cui tornerà ad essere discusso il tema riaperture.

Covid, metà media contagiati e ricoverati sempre più bassa

Dalle parole del professor Locatelli emerge come, in ragione di misure gradualmente meno restrittive, per una ripartenza completa del Paese potrebbe necessario attendere ancora qualche settimana. Giusto il tempo, evidentemente, di immunizzare ancora milioni di persone e poterlo fare in sicurezza, pur aprendo alle prime riaperture già nei prossimi giorni, ma in un’ottica di gradualità.

L’effetto delle vaccinazioni giocherà un ruolo decisivo, come lo sta facendo su classi di popolazioni già immunizzate perché più fragili. «L’età mediana - ha spiegato il coordinatore del Cts - dei contagiati e ricoverati continua ad abbassarsi. Questa settimana siamo a valori di 40 e 64 anni a fronte di 41 e 65 di quella precedente».

Un dato significativo se si considera che più si va indietro nelle fasce anagrafiche e meno il Covid colpisce in fatto di necessità di ospedalizzazioni, ricoveri in terapia intensiva e morti. La sensazione è che finalmente si veda davvero la via d’uscita.