Covid e riaperture, Salvini: «Pasqua chiusi in casa? Parlarne oggi non rispettoso degli italiani»

Covid e riaperture, Salvini: «Pasqua chiusi in casa? Parlarne oggi non rispettoso degli italiani»

Le riaperture delle attività in molti casi sono stati chiesti da sindaci e amministratori, il leader della Lega è intervenuto nuovamente sulla questione.

Quando riapriranno bar e ristoranti la sera? Quando ci sarà la riapertura di palestre, piscine, cinema e teatri? Interrogativi che restano pendenti, ma la risposta è stata in parte suggerita dalla comunicazione del ministro della Salute Roberto Speranza in Senato.

«In questo ultimo miglio - ha detto l’esponente del governo Draghi - non possiamo assolutamente abbassare la guardia: non ci sono oggi le condizioni epidemiologiche per abbassare le misure di contrasto alla pandemia».

Concetto espresso genericamente, ma che però suggerisce che in vista del Dpcm non è lecito attendersi novità significative sul fronte delle riaperture. Tuttavia, a giudicare dalle parole di Matteo Salvini il dibattito è ancora aperto.

Riaperture e Covid, Salvini ricorda la posizione di molti amministratori

Quella del leader della Lega è la voce di uno dei partiti che sostiene la maggioranza del governo Draghi. «La parola al buonsenso. I sindaci di tutta Italia e di tutti i colori politici - ha precisato il leghista - chiedono di riavviare alcune attività economiche, sociali, imprenditoriali che non comportano nessun rischio e quindi mi rifiuto di pensare ad altre settimane o mesi di chiusura di paura».

Riaperture bar, ristoranti, pasticcerie, gelaterie: i perché del Sì e del No

L’idea di molti amministratori è che, ad esempio, tenere aperto anche la sera i ristoranti potrebbe evitare grandi afflussi nelle attività di ristorazione a pranzo. Altri, invece, sottolineano, come garantire l’accesso a locali dove pranzi e cene sono regolati da regole e protocolli (potenzialmente destinati ad essere ancor più stringenti) sia più sicuro rispetto ad altre situazione destinati a crearsi al di fuori di questa opportunità.

C’è chi poi ritiene che oggi, aprire cinema e teatri con capienze fortemente ridotte per assicurare il distanziamento e ingressi contingentati (da adottare anche per musei e mostre) sia una cosa abbastanza sicura. Così come si ritiene possano eventuali riaperture di palestre e piscine con possibilità di svolgere, ad esempio, solo attività individuale con un numero limitatissimo di ingressi possa essere una soluzione. I vari settori, anche se con il freno a mano tirato, potrebbero riaprire.

Il punto di vista di chi, invece, ritiene non sia il caso si basa essenzialmente su due fattori. Il primo è che ogni situazione che assicura mobilità e presenza di persone in un stesso ambiente è oggettivamente un rischio. Su questo punto gli scienziati sono sempre stati chiari.

L’altro è che dare una piccola riapertura oggi potrebbe corrispondere, in relazione alla presenza delle temute varianti più contagiose, ad una chiusura più decisa e prolungata domani. Un concetto che potrebbe essere riassunto con lo stringere i denti oggi, per respirare meglio domani.

Dpcm, Speranza ha anticipato che varrà fino a dopo Pasqua

Il dato di fatto è che dalla comunicazione di Roberto Speranza in Senato è emersa l’intenzione di mantenere una linea prudenziale. Il nuovo Dpcm, in attesa di conoscere i dettagli, sarà valido fino al prossimo 6 aprile. Il giorno dopo Pasquetta. Una scadenza simbolica ma che fa sì che si innesti il dibattito in attesa di capire quali potranno essere le misure nel dettaglio.

Anche perché si ricorda come nel periodo natalizio si scelse la zona rossa per i festivi in maniera tale da scongiurare possibili momenti di convivialità che avrebbero potuto favorire la diffusione del contagio. «Se ci sono - ha detto Salvini - situazioni locali a rischio si intervenga a livello locale. Però parlare già oggi di una Pasqua chiusi in casa non mi sembra rispettoso degli italiani».

Al momento, occorre precisare, che non c’è comunque alcun riferimento da parte di alcune esponente del governo rispetto alla possibilità che nei giorni festivi si possa predisporre una misura omogenea sul territorio nazionale come quella vista durante i giorni di Natale.

Poi le parole su Speranza del leader del Carroccio: «Lo aiuteremo a offrire discontinuità. Siamo già al lavoro per aiutarlo».