Covid e riaperture, Locatelli: «Immaginare una prima riapertura selettiva»

Covid e riaperture, Locatelli: «Immaginare una prima riapertura selettiva»

Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ha spiegato la situazione in un’intervista rilasciata a La Stampa

Riaperture e date. Il tema è attuale, anche perché ci si avvicina alla metà di aprile, scadenza in cui si immagina possa essere fatto il punto della situazione. In particolare si capirà se ci sono i margini affinché possa esserci una revisione del decreto che è in vigore dal 7 aprile e che, senza cambiamenti, resterebbe valido fino al 30.

Riaperture: l’attuale decreto scade il 30 aprile

Quello che, in sostanza, si attende di capire è se i dati in miglioramenti siano tali da poter immaginare un anche minimo allentamento delle restrizioni.

Tra le ipotesi che, ad esempio, si fanno c’è la possibilità di ripristinare le zone gialle dove i dati del contagio siano tali da poterlo fare già entro il mese di aprile o immaginare quantomeno la riapertura dei ristoranti, anche se con orario limitato (fino alle 15?).

Il dato di fatto è che, comunque vadano le cose in relazione al mese di aprile, si sta avvicinando il momento in cui bisognerà delineare del nuovo decreto che dovrà essere in vigore a partire dall’inizio di maggio.

Diventa, perciò, particolarmente utile capire quella che è la posizione del Comitato Tecnico Scientifico. A parlare in un’intervista a La Stampa (edizione 11 aprile 2021) è stato il coordinatore, il professor Franco Locatelli.

Come è noto il Cts si si occupa di presentare al governo quello che è un punto di vista scientifico sulla situazione, tocca, però, poi al decisore politico prendere le decisioni.

Dalle parole del professor Franco Locatelli è emerso come nelle valutazioni del rischio di ciascuna regione potrebbe iniziare a giocare un ruolo da protagonista il numero di vaccinazioni.

«C’è - ha rivelato - una riflessione in questo senso, è chiaro che, più velocemente riusciamo a mettere in sicurezza chi rischia di morire di Covid, prima possiamo far ripartire le attività. Altra ipotesi è quella di integrare l’indice Rt classico con quello calcolato sui ricoveri ospedalieri, iniziando a considerare come parametro anche il numero dei contagiati che finiscono in ospedale»

Riaperture bar e ristoranti: la zona gialla è ancora da ripristinare

Sì perché, quantomeno al momento in relazione al tema riaperture, occorre precisare un dato: si tratta di uno scenario possibile solo per quei territori la cui situazione epidemiologica non sia tale da destare preoccupazioni rilevanti. In sostanza per aspirare, ad esempio, a riaprire bar e ristoranti, è necessario avere dati quantomeno da giallo.

Un livello di rischio che, al momento, tra l’altro è sospeso in via prudenziale. «La scelta - ha evidenziato Locatelli - su quando ripristinarlo spetta al governo, ma credo che una riapertura troppo rapida e allargata rischi di farci tornare in una condizione difficile. Basta vedere cosa è accaduto in Sardegna, passata dal bianco al rosso in poco più di un mese».

Le date del 20 aprile e l’inizio di maggio sono scadenze che vengono insistentemente indicate come possibili momenti di riaperture. Su questo aspetto l’opinione di Locatelli è chiara.

«Bisogna valutare - ha dichiarato il medico - con attenzione, evitando salti in avanti. Personalmente, ritengo che si potrebbe, ad esempio, immaginare una prima riapertura selettiva, solo per determinate attività, magari per quelle che hanno spazi all’aperto e che, quindi, hanno un profilo di rischio diverso dal punto di vista del contagio».