Covid, nuovo lockdown totale in Italia? Volpi: «Inutile e dannoso»

Covid, nuovo lockdown totale in Italia? Volpi: «Inutile e dannoso»

In attesa di capire quale sarà la strategia del governo Draghi, molti esperti ritengono necessario un nuovo lockdown totale. Non la pensa così l’epidemiologo Roberto Volpi, intervistato da La Verità.

Un nuovo lockdown totale in Italia. Una proposta che, nei giorni scorsi, è tornata a diventare attuale su impulso di diversi esperti. A preoccupare sono le nuove varianti che, per effetto della loro maggiore contagiosità, potrebbero tornare a rendere complicata la situazione sul profilo dei malati gravi, delle ospedalizzazione, della saturazione delle terapie intensi e, purtroppo, delle morti.

Un nuovo lockdown totale in Italia? Tanti temi per i ragionamenti

Quando si parla di serrata totale il principio per il quale la si ritiene utile è abbastanza chiaro. Limitare spostamenti, occasioni di convivialità e socialità equivale a diminuire il rischio che le persone possano trasmettersi l’un l’altro l’infezione. «Il virus - si sente spesso dire - cammina sulle gambe delle persone».

A fare da contraltare all’idea che una chiusura pressoché totale sia il metodo più efficace per contrastare la diffusione delle varianti c’è l’aspetto socio-economico. «Non ce lo possiamo permettere» è il concetto che, frequentemente, viene sostenuto da quanti aspirerebbe al lockdown come soluzione ideale, resa impossibile dalle contingenze. Quelle economiche in primis.

Nuovo lockdown, per qualcuno non è la soluzione ideale

Ma c’è chi ritiene che «chiudere tutto» non corrisponda alla soluzione più efficace da mettere in atto contro il virus. Ad esprimere il suo punto di vista al quotidiano La Verità è Roberto Volpi, epidemiologo, nonché autore del libro «Coronavirus Covid-19: No! Non è andato tutto bene» con Eugenio Serravalle

«Il lockdown - ha dichiarato - non solo è inutile, ma dannoso». «Oggi - ha aggiunto - ci troviamo davanti a un’evidenza, e cioè che l’andamento della pandemia risulta totalmente slegato dalle strategie adottate dai vari Paesi».

«La Germania e il Regno Unito - ha aggiunto - sono la dimostrazione del fallimento delle misure più drastiche, che laggiù dove sono state prese hanno portato solo più vittime. Berlino si è messa in lockdown il 9 dicembre, dopodiché da una media di 2.000 morti a settimana è passata a una di 6.000 morti a settimana e oggi ha il doppio dei morti di otto-nove settimane fa».

I dati forniti da Volpi troverebbero spiegazione, a suo avviso, in una evidenza: «Se chiudi in casa i positivi con i negativi la gente muore. Esattamente quanto accaduto in Italia a marzo, a riprova che il lockdown uccide».

L’idea di Volpi che i metodi per affrontare il rischio di diffusione del contagio sono altri. «Servono - ha puntualizzato - mascherine, distanziamento e igiene. Stop. Il caos di voci e opinioni dei virologi ha un effetto depressivo sulla popolazione».

Nuovo lockdown totale : l’ipotesi non sembra essere vicina

Quello del lockdown totale nazionale, sebbene non manchino le richieste in tal senso, non sembra essere un orizzonte presente nei progetti più immediati del governo presieduto da Mario Draghi. C’è, però, attesa di capire quale sarà la strategia del nuovo esecutivo in vista delle definizione delle future strategie di contenimento del virus.

La previsione più accreditata parla di un possibile mantenimento della divisione del paese a colori in base al livello epidemiologico, con possibili lockdown localizzati ove emergessero diffusioni significative delle nuove varianti. Si attendono sviluppi che potranno chiarire quali saranno le scelte.