Covid, nuovo decreto, deroghe e previsioni estate: parla Silvio Brusaferro

Il portavoce del Cts e presidente dell’Iss ha parlato in un’intervista a Repubblica

Si scrive "nuovo decreto", si auspica si possa leggere «ultimo sforzo». È più o meno questo il riassunto del momento che anima questa fase in cui si vivono gli ultimi giorni con le disposizioni del 12 marzo e ci si avvia verso l’entrata in vigore di quelle nuove (il 7 aprile).

Il governo ha scelto la linea della prudenza: niente zone gialle fino al 30 aprile. L’Italia sarà rossa o arancione, salvo che il check di metà mese possa rivelare un quadro dove, quantomeno in alcune zone, possano esserci i margini per un allentamento.

Nuovo decreto Covid: ancora linea di prudenza

A definire le attuali circostanze è stato Silvio Brusaferro, portavoce del Comitato Tecnico Scientifico e presidente dell’istituto Superiore di Sanità. Ha parlato in una lunga intervista a Repubblica (edizione dell’1 aprile), in cui sono emersi diversi passaggi rilevanti. Tra questi c’è la conferma che questa è una fase di «decrescita della circolazione» per il virus, ma «purtroppo è lenta».

Da qui la necessità di continuare a rispettare le norme, pur con la consapevolezza che inizi ad emergere un po’ di stanchezza degli italiani, provati da mesi di restrizioni.

Covid: previsioni per l’estate 2021

Saranno i vaccini, nel tempo, a garantire a maggiore libertà in generale. Rispetto ai tempi in cui si potrà uscire a rivedere la luce alla fine del tunnel, il presidente dell’Iss non si è sbilanciato. «È difficile da dire perché le variabili in gioco sono tante. Però per l’estate lo scenario potrebbe essere diverso».

In Italia c’è necessità di accelerare per ciò che riguarda la campagna vaccinale. L’obiettivo è arrivare a somministrare 500.000 dosi di vaccino al giorno. Velocizzare l’immunizzazione della popolazione è un passaggio cruciale dal punto di vista socio-economico, ma anche scientifico.

«Durante le somministrazioni, il virus - ha precisato il portavoce del Cts - muta per sopravvivere. Così è meglio andare veloci ed è importante sequenziare i ceppi isolati e mantenere le misure di contenimento».

Nel nuovo decreto previste possibili deroghe

Brusaferro ha, inoltre, chiarito che si stanno acquisendo dati rispetto alla capacità dei vaccini di bloccare la trasmissione dell’infezione oltre che di proteggere, come fanno, dalla malattia.

Non a caso rispetto al passaporto vaccinale ha sottolineato come l’ipotesi che i preparati stoppino le infezioni e la scoperta della durata copertura potranno essere dati significativi rispetto alle discussioni già aperte e che ci saranno rispetto ad una sorta di «pass» di cui si parla a livello europeo.

Rispetto al nuovo decreto non mancano riferimenti rispetto alla possibilità che possano esserci deroghe qualora in alcune aree la situazione epidemiologica dovesse finire al di sotto di un livello di guardia.

Brusaferro, nell’intervista, ha chiarito proprio questo. «Le evidenze - ha spiegato - hanno indicato che la soglia dei 50 casi settimanali per 100.000 abitanti è quella sotto la quale i sistemi sanitari regionali garantiscono il tracciamento sistematico di tutti i casi. È quella che ci permette maggior livello di libertà».