Covid, nuove restrizioni in arrivo? Sileri spiega la situazione

Covid, nuove restrizioni in arrivo? Sileri spiega la situazione

Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero alla Salute del governo Draghi, è intervenuto ai microfoni di Mattino 5

Nuove restrizioni in arrivo per contenere l’emergenza Covid? L’interrogativo ricorre da ormai qualche giorno e c’è attesa per capire quella che sarà la strategia di contenimento da parte del governo Draghi. Il nuovo Dpcm è in vigore dallo scorso 6 marzo, ma c’è consapevolezza che l’attuale situazione potrebbe generare la necessità di nuove restrizioni di livello nazionale.

Il primo step per capire quella che sarà la direzione intrapresa dall’esecutivo presieduto da Mario Draghi sarà la riunione prevista per il pomeriggio di lunedì 8 marzo. Alcuni ministri del governo avranno un vertice con con il Comitato Tecnico Scientifico e il commissario per l’emergenza coronavirus, il generale Francesco Paolo Figliuolo.

I punti all’ordine del giorno è verosimile immaginare possano essere:

  • Situazione epidemiologica del Paese e possibile evoluzione
  • Valutazione dei parametri relativi alla pressioni sul sistema sanitario
  • Status e possibile progressione della campagna vaccinale in relazione anche alle disponibilità presenti e future
  • Necessità di nuove chiusure e limitazioni per contenere il contagio

Temi che, per forza di cose, finiranno per incastrarsi tra loro nel dibattito, ma anche in relazione alla definizione degli scenari nuovi. Teoria che pare essere confermata provando ad interpretare le parole dell sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri. Quest’ultimo è stato ospite di Mattino 5, trasmissione che va in onda su Canale 5.

Nuove restrizioni in arrivo? Sileri conferma che le ipotesi ci sono

Le possibili nuove restrizioni in arrivo di cui si parla sono quelle su scala nazionale. Un’ipotesi ad oggi pare essere quella di super zona rossa nazionale nei weekend da affiancare al coprifuoco anticipato. L’altra prospettiva sarebbe quella di un’Italia tutta in rosso per un periodo limitato (tre settimane), magari portando avanti in parallo una campagna vaccinale accelerata. Scenario quest’ultimo che, di fatto, potrebbe portare il Paese ad uscire da un lockdown pronto per ripartire, forse in maniera definitiva.

«Le ipotesi - ha detto Sileri - ci sono». Il sottosegretario non si è però voluto sbilanciare su quale eventualmente potrebbe essere quella più probabile. «Il virus avanza, basta - ha puntualizzato - guardare i dati».

Nuove restrizioni: legame concettuale con la vaccinazione

Sileri ha posto il focus sulle tante regioni che hanno superato la soglia critica (30%) delle terapie intensive ed altre che potrebbero trovarsi presto nella stessa situazione.

Allo stesso modo, prima di approfondire il tema restrizioni, ha inteso dare risalto ai numeri relativi alle vaccinazioni, sottolineando come chi rischia di più di necessitare di «cure intensive», cioè gli over 80, sta ricevendo l’immunizzazione.

«Quasi il 25% - ha spiegato - dei nostri anziani sono stati vaccinati a livello generale in Italia. Questo significa che c’è già un 25% di persone che, anche con una sola dose di vaccino, sono protetti. Significa che avranno molte meno chance, almeno a due settimane dalla dose, di ammalarsi. Dobbiamo proseguire su questa strada».

In tal senso Sileri ha annunciato che nel mese di marzo e «ancora di più» da aprile arriveranno più vaccini. «La strada - ha proseguito - è davvero in discesa. Si tratta però di resistere ancora qualche settimana e perché no, se arrivano davvero tutti questi vaccini, bloccare per qualche giorno e procedere per una rapida vaccinazione potrebbe essere sensato».

Sileri contro il lockdown nazionale

Un blocco, quello a cui ha fatto riferimento il sottosegretario, che lui stesso ha chiarito con l’espressione «misure un po’ più rigide». «Io - ha aggiunto - sono contrario al lockdown nazionale. Sono sincero. Secondo me l’utilizzo delle regioni a colori, magari rafforzandolo laddove circolano di più le varianti, a mio avviso è sufficiente. È chiaro che bisogna anticipare e non rincorrere o arrivare dopo. Vediamo dei numeri che salgono, quindi qualche misura più rigida è sicuramente necessaria».