Autore: Liliana Terlizzi

Coronavirus

Covid, la terza ondata potrebbe essere la peggiore: ecco perchè

Gli esperti ne sono convinti. Con l’allentamento delle misure anti-Covid a gennaio ci sarà uno tsunami di contagi: «La terza ondata sarà una strage»

Le previsioni per il 2021 non sono affatto buone. Il Covid-19 potrebbe causare una strage ancor più grave nella terza ondata.

Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, ha invitato il Governo a prendere decisioni difficili, anche al costo di essere «impopolare», per frenare la circolazione del virus per le feste di Natale.

"Se invece di chiudere la seconda ondata di Covid facciamo partire la terza rischiamo una strage. Bisogna fare in modo di abbassare la curva per non ’avvantaggiare’ la terza".

Secondo l’analisi del Gimbe, il virus raggiungerà a gennaio il suo picco di circolazione. Nonostante nello stesso mese avremo il vaccino, sono ancora molte le incognite sulla durata dell’immunità e sulla platea a cui verrà somministrato nella prima fase.

"Siamo ancora nella parte più buia del tunnel" ha sottolineato l’esperto.

Sullo sfondo c’è un ulteriore problema: l’allentamento delle misure. Con l’arrivo del Natale, infatti, l’Italia diventerà quasi totalmente zona gialla. I contatti e gli spostamenti aumenteranno notevolmente, causando - di conseguenza - un nuovo aumento dei contagi.

Nei giorni scorsi era stato Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute e docente di Igiene all’università Cattolica di Roma, a rivolgere un appello al Governo affinché non allenti le misure Anti-Covid. Il rischio è quello di avere uno tsunami di contagi entro la fine di gennaio.

L’esperto ha evidenziato due punti critici a cui bisognerà porre rimedio al più presto possibile: i problemi nell’accesso ai servizi e alle scelte differenziate a livello regionale.

Il ritardo nel Piano Vaccinazioni

Per quanto riguarda la campagna nazionale per le vaccinazioni, l’Italia sembra muoversi ancora troppo lentamente. E’ ormai certo che il nostro Paese inizierà la somministrazione con largo ritardo rispetto ad altri paesi dell’UE.

"Un mese in più è tantissimo. Dovremmo correre, invece stiamo passeggiando. Se arriveremo a marzo-aprile 2021 con una copertura non adeguata sarà un bel problema" ha commentato l’infettivologo dell’Ospedale San Martino di Genova, Massimo Bassetti.