Autore: Giacomo Mazzarella

Immigrazione - Coronavirus

Covid: il problema sono i migranti? Ecco i numeri che dicono di no

La risalita dei contagi è colpa delle politiche suo migranti, lo sostiene Salvini, ma i numeri gli danno torto.

Da settimane le polemiche relative al Covid e al suo ritorno di fiamma che in questi giorni sembra in risalita, si intrecciano con quelle della situazione migratoria. Qualche focolaio infatti è stato riscontrato dai migranti che sbarcano sulle nostre coste, provenienti dall’Africa. Proprio questi migranti positivi al Covid, con il governo che è stato costretto a creare navi quarantena dove mettere i migranti positivi al coronavirus, ha scatenato non poche polemiche tra il governo e le opposizioni.

La questione migratoria è come sempre una di quelle che maggiormente divide tanto la nostra politica che l’opinione pubblica. Lo dimostra il fatto che anche sui social, le correnti di pensiero sono diverse e non si contano i post pro e contro l’accoglienza. Il dubbio è se davvero sono i migranti ad essere la causa di questo ritorno di fiamma del coronavirus nella nostra penisola.

Se si da retta alle opposizioni, anche se non è l’unico, la questione migratoria è una delle cause di questo ritorno di fiamma della pandemia. Per esempio, di questo il leader della Lega, Matteo Salvini è assolutamente convinto. Ma come si legge sul sito di informazione legale “laleggepertutti.it”, ci sono numeri che smentiscono la tesi di Salvini secondo cui il governo metterebbe in pericolo la salute degli italiani per quanto concerne il Covid, continuando con le politiche pro accoglienza.

I numeri del Consiglio Superiore della Sanità

Gli sbarchi comportano non più del 5% dei contagi contro il 25-40% degli italiani che tornano dalle vacanze, questi i numeri statistici che sottolineano come sia infinitamente più basso il pericolo contagi proveniente dai migranti rispetto a quello proveniente dagli italiani vacanzieri all’estero. Numeri che provengono da fonte ufficiale, cioè dal Consiglio superiore di Sanità. Il leader della Lega aveva ribadito il suo pensiero da Forte dei Marmi, durante una conferenza stampa.

“L’unico problema legato al virus non sono i ragazzi che ballano ma quelli che sbarcano. Non è un nemico pubblico il ragazzo che va in spiaggia, in discoteca o al ristorante ma le migliaia di migranti che sbarcano sulle nostre coste”, queste le eloquenti parole utilizzate da Salvini che mettono nero su bianco in luce il suo credo.

Il governo evidentemente non la pensa come Salvini, dal momento che hanno deciso oggi di far entrare in vigore l’ordinanza che oltre a riportare l’obbligo delle mascherine anche all’aperto, dalle 18:00 alle 06:00 del mattino (sono le ore dove i giovani maggiormente danno vita alla cosiddetta movida), dice basta ai balli e chiude discoteche, balere, musica danzante in spiaggia e ogni altra attività collegata al ballo.

Le parole di Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità

Oggi entra in vigore l’ordinanza del Ministro Speranza, ed oggi escono fuori i numeri del Consiglio Superiore della Sanità. Li spiega il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, nonché membro del Comitato Tecnico Scientifico, Franco Locatelli. Quest’ultimo di fatto smonta le teorie salviniane, smentendo quanto detto dall’ex Ministro dell’Interno a Forte dei marmi.

“A seconda delle Regioni il 25-40% dei casi sono stati importati da concittadini tornati da viaggi o da stranieri residenti in Italia. Il contributo dei migranti, intesi come disperati che fuggono, è minimale, non oltre il 3-5% sono positivi e una parte si infettano nei centri di accoglienza dove è più difficile mantenere le misure sanitarie adeguate”, questo ciò che ha detto Locatelli. In altri termini, nessun pericolo o quasi dai migranti che sbarcano con barconi e barchette, anzi, spesso questi arrivano sani e si contagiano nei centri di accoglienza dove è più complicato mantenere il distanziamento sociale. Una teoria avvalorata dai numeri del CSS.

Infatti, stando a ciò che ribadisce Locatelli, ogni 100 casi di positività che in questi giorni viene rilevata in Italia, tra 25 e 40 dipendono da italiani che hanno fatto la vacanza all’estero o da stranieri che vivono regolarmente in Italia e che sono tornati dai loro Paesi di origine. E sempre su 100, non più di 5 sono i nuovi positivi provenienti dai barconi.

Locatelli inoltre, apre ad altre misure restrittive. “O seguiamo le regole o rischiamo di dover chiudere altre attività dopo le discoteche. Forse si doveva prestare maggiore attenzione al rispetto delle regole “, queste le parole di Locatelli che apre a scenari di lockdown veri e propri dando la colpa al mancato rispetto dell’obbligo di indossare la mascherina nei luoghi chiusi e all’aperto in caso di impossibilità a mantenere il distanziamento interpersonale adeguato, alla mancata attenzione igienica e così via.