Covid e riaperture, Sileri ipotizza una linea: da maggio a giugno

Covid e riaperture, Sileri ipotizza una linea: da maggio a giugno

Il sottosegretario del Ministero della Salute del governo Draghi è stato ospite della trasmissione Agorà.

Riaperture bar, ristoranti, palestre, piscine, cinema e teatri. Sono essenzialmente queste le attività tra quelle chiuse che dovrebbero poter tornare ad operare nel momento in cui il governo, sulla base della situazione epidemiologica, darà il via libera.

Si attende di sapere quale sarà la programmazione delle riaperture che potrebbe arrivare nelle prossime settimane. Anche perché non bisogna dimenticare che il decreto in vigore dal 7 aprile scade il 30. A partire dall’1 varranno disposizioni che dovranno essere regolamentate dal nuovo provvedimento del governo Draghi.

Riaperture: parla Pierpaolo Sileri ad Agorà

Si è ipotizzato, in particolare, che già prima della fine di aprile possa essere data la possibilità ai ristoratori di riaprire, quantomeno nei territori dove i numeri del Covid sono sotto controllo. Arriva, però, da Pierpaolo Sileri un pensiero rispetto a quello che, a suo avviso, potrebbe essere il modus operandi per programmare le riaperture. A parlare, come è noto, è un esponente del governo Draghi, tenuto conto che è il sottosegretario al Ministero della Salute.

“Tutti - ha detto nel corso della trasmissione Agorà di Rai 3 - sanno che io sono un aperturista con giudizio. Io sono a favore delle riaperture. È presto per pronunciarsi oggi. Abbiamo dei dati in miglioramento. L’R0, anche se in futuro dovrà essere cambiato come parametro, è sceso a 0,92 la scorsa settimana. Verosimilmente anche questa settimana continuerà a scendere”. E sulle riaperture anticipate: «Se anticiparle a prima del 30 aprile, aspetterei le prossime valutazioni».

Quando potrebbero esserci le prime riaperture?

Tuttavia da Sileri arrivano parole che suonano quasi come un invito ad evitare fughe in avanti. "Consolidiamo - ha evidenziato - ciò che abbiamo guadagnato, perché altrimenti rischiamo di riaprire in anticipo e dover richiudere”.

Riaprire il 20 aprile o l’1 maggio potrebbe fare la differenza, tenuto conto che sarebbero altri giorni in cui le restrizioni consentirebbero di abbassare ulteriormente la curva del contagio, la pressione sui sistemi sanitari e la progressione della campagna vaccinale.

"Dall’1 maggio - ha chiarito Sileri - si può tornare alla colorazione delle regioni. Le regioni gialle ovviamente riaprono. Qualcuna potrebbe essere bianca? Francamente questo non posso saperlo con due settimane di anticipo sui dati. Poi progressivamente si alleggeriscono i colori”.

Le regioni bianche sono quei territori dove la fascia di rischio è determinata dall’aver raggiunto il dato di meno di 50 casi settimanali per 100.000 abitanti per almeno tre settimane consecutive. Si tratta di uno status in cui, di fatto, decadono quasi tutte le restrizioni, salvo ordinanze locali più restrittive. Riapre tutto, non c’è coprifuoco, ma c’è consapevolezza del fatto che per alcune regioni l’obiettivo potrebbe non arrivare subito a maggio.

A maggio tornano le zone gialle con possibilità di qualche cambiamento?

Tuttavia, l’avanzare delle settimane e check in grado di mostrare un miglioramento della situazione epidemiologica potrebbero portare ad allenamenti anche per zone non bianche.

«Il giallo - ha ipotizzato Sileri - si fa più tenue». Così, ad esempio, i ristoranti in giallo potrebbero inizialmente operare il limite ancora con il limite dalle 5 alle 18, che decadrebbe magari dopo qualche settimana e nelle ipotesi migliori già nel mese di maggio.

E ad aiutare sarà la progressione della campagna vaccinale. «Quando hai fatto - ha evidenziato Sileri - il 75% degli over 80, il 75% tra i 70 e i 79 ed hai protetto tutti i fragili, pazienti neoplastici, le persone nelle Rsa e quant’altro, in terapia intensiva non dovrebbe più venire un settantenne o un ottantenne. Dovrebbe essere un evento molto sporadico ed ecco che avremo dei numeri simili a quelli inglesi».