Covid e previsioni estate 2021, parla il ministro Garavaglia

Covid e previsioni estate 2021, parla il ministro Garavaglia

Il ministro del Turismo Massimo Garavaglia in un’intervista a La Stampa ha offerto un punto di vista significativo rispetto a cosa ci si potrebbe attendere dall’estate 2021.

Che estate 2021 ci attende? La domanda è lecita, ma il Covid rende non facili le risposte. L’efficacia del vaccino e la possibile progressione della campagna vaccinale nella popolazione sono speranze ragionevoli rispetto alla possibilità di uscire dal tunnel, nonostante le varianti appaiano bastoni tra le ruote da considerare.

Chiedersi, però, come sarà l’estate 2021 in relazione al Covid non è solo un problema sociale. È anche una questione di natura economica se si considera quanto l’Italia abbia un’economia che beneficia del turismo.

Dopo le note difficoltà della stagione invernale con la chiusura degli impianti sciistici ad un passo dalla riapertura per ragioni epidemiologiche, diventa inevitabile gettare l’occhio a ciò che potrà accadere tra qualche mese. Ad una distanza temporale che oggi appare degna di nota, ma che in realtà è più vicina di quanto si pensi.

Estate 2021: speranze concrete, nonostante il Covid

Diventa, perciò, significativa un’intervista rilasciata al Ministro del Turismo Massimo Garavaglia. «È fondamentale - ha detto in un’intervista a La Stampa del 6 marzo 2021 - aiutare le imprese del turismo a programmare la stagione. Al momento purtroppo non è possibile farlo e tutti sappiamo che andiamo verso un mese di marzo molto duro sul fronte dei contagi».

Parole di prudenza, a cui se ne affiancano altre di speranza. «Mi aspetto, però, un’estate simile alla scorsa, nella quale le famiglie potranno godersi le vacanze e le aziende tornare a lavorare, anche se prevalentemente con visitatori italiani e purtroppo senza flussi importanti dall’estero».

«Vogliamo - ha aggiunto - dare tempi certi alle imprese, anche a quelle dei parchi a tema dimenticati dal precedente governo».

Vaccini anti-Covid, la speranza per l’estate

Le parole di Massimo Garavaglia offrono speranze. Sia ai cittadini provati da oltre un anno di normalità persa e soprattutto a tutte quelle attività che operano in un settore messo in ginocchio dalle contingenze. Risulta, però, chiaro che affinché le cose vadano per il verso giusto occorre che, ad esempio, l’avanzamento della campagna vaccinale possa essere quanto più rapida possibile.

O almeno questo è quello che si può leggere tra le righe delle dichiarazioni dell’esponente del governo Draghi. «Chiaramente - ha proseguito - serve pazienza e la partita dei vaccini sarà decisiva, ma mi aspetto che da aprile si possa ragionare su una programmazione della stagione estiva sulla falsariga dello scorso anno».

Passaporto sanitario, Covid ed estate, lo stato delle cose

Garavaglia ha, inoltre, ha ammesso di aver discusso con altri ministri dei Paesi europei di un altro dei temi attuali. Il riferimento va all’ipotesi che, in qualche modo, ai vaccinati si possa dare un certificato. Per quelli che sono i termini in cui se ne parla nelle ultime settimane, sarebbe una sorta di «visto» per offrire maggiore libertà di movimento a quanti avessero ricevuto o riceveranno il vaccino.

Un’ipotesi che naturalmente andrebbe analizzata in chiave giuridica e che rischia di scontrarsi con una disponibilità di dosi che, come si può evincere dalla situazione attuale, non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno delle popolazioni.

«Si va - ha detto il ministro - verso uno strumento digitale sanitario che registri le vaccinazioni. La posizione dell’Italia è chiara: le regole devono essere uguali per tutti, non possiamo accettare fughe in avanti con le quali un Paese possa cercare vantaggi competitivi. L’estate è molto vicina e i vaccini ancora pochi, anche se l’obiettivo è accelerare il più possibile: questa è la cosa importante».