Covid, dopo Pasqua che succede? Il punto di Speranza

Covid, dopo Pasqua che succede? Il punto di Speranza

Il ministro della Salute in un’intervista a La Stampa ha parlato del vaccino AstraZeneca, ma anche degli scenari relativi ai colori delle regioni e agli spostamenti interregionali.

Le restrizioni Covid, cosa potrebbe succedere dopo Pasqua e dopo il 6 aprile e il vaccino. Sono alcuni tra i temi oggetto dell’intervista di Roberto Speranza a La Stampa. (edizione 21 marzo 2021).

Vaccinazione, l’Italia prova ad accelerare

«So - ha detto - che gli italiani sono provati dalle restrizioni, ma con il decreto Sostegni mettiamo in campo oltre 150mila tra medici di famiglia, odontoiatri, pediatri, specializzandi e specialisti ambulatoriali. In più avremo 19mila farmacie dove ci si potrà vaccinare e e fino a 270mila infermieri da coinvolgere nella campagna che, appena avremo più dosi, potrà accelerare l’uscita dall’emergenza».

Il ministro ha, dunque, ancora una volta indicato la strada del vaccino come la più efficace per uscire da una situazione di difficoltà che perdura ormai da un anno.

AstraZeneca, reazioni di fiducia

I fatti che negli scorsi giorni hanno coinvolto AstraZeneca erano suonati come un potenziale allarme, rispetto alla possibilità che italiani iniziassero ad avere meno fiducia dopo lo stop momentaneo al vaccino. Tuttavia, dopo il nuovo via libera di Ema, «le primissime reazioni - ha detto Speranza - sono di fiducia».

Notazione a cui ha affiancato la necessità di aspettare ancora qualche giorno prima di avere conferme su come stiano andando le cose, sebbene ci sia consapevolezza tra gli italiani «che il vaccino è l’arma più efficace per uscire da questa stagione così difficile».

Attorno alla vicenda AstraZeneca ci sono state polemiche. Non manca chi sottolinea come si potesse evitare di sospendere, anche se se solo per poco, il preparato, alla luce di pochissimi eventi avversi. Tuttavia, il ministro Roberto Speranza ha spiegato come, a suo avviso, quanto accaduto dimostri «che c’è la massima attenzione, anche verso eventi rarissimi, perché stiamo parlando di un caso su un milione».

«Io - ha evidenziato - questi fatti non li leggo come un difetto di comunicazione, a come una scelta di massima attenzione alla tutela della sicurezza».

Cosa succede dopo il 6 aprile e dopo Pasqua?

L’ultimo decreto legge del governo Draghi ha, di fatto, disposto che l’Italia continui ad essere divisa a colori fino al prossimo 6 aprile. Il ministro è stato chiamato a rispondere sulla possibilità che la strategia possa essere prorogata. «La scelta - ha detto Speranza - è stata confermata dagli ultimi decreti del governo e credo sia la più efficace a rendere le misure proporzionali alla differente situazione epidemiologica dei territori. Per cui sì, sarà confermata».

Fino al 6 aprile, tra l’altro, le zone gialle sono state tutte convertite in zone arancioni. Una scelta prudenziale, finalizzata a contenere ad esempio l’avanzata delle varianti. Tuttavia, già in giallo si era scelto di disporre il divieto di spostarsi tra una regione e l’altra senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità.

Sulla possibilità di rendere nuovamente possibili gli spostamenti tra Regioni, Speranza ha chiarito che «ciò dipenderà dal quadro epidemiologico». «Ma - ha aggiunto - i nostri scienziati confidano che le misure adottate e il numero sempre più ampio di persone immunizzate possano migliorare la situazione in tempi non troppo lunghi». Leggi anche: Covid, quando sarà il picco della terza ondata? La previsione dell’esperto