Covid, che estate sarà? Le previsioni

Covid, che estate sarà? Le previsioni

Il nuovo decreto assicura il fatto che fino a maggio proseguiranno restrizioni significative, ma in estate la situazione potrebbe migliorare.

Il nuovo decreto con le misure anti-Covid presto sarà realtà. Sarà in vigore dal 7 aprile e dovrebbe restare in vigore fino al 30. Non è, dunque, tempo per riaperture. Lo dimostra il fatto che le zone gialle saranno sospese e dunque non potranno ad esempio tornare a effettuare servizio in loco bar e ristoranti su tutto il territorio nazionale.

Silvio Brusaferro, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera (edizione del 27 marzo 2021) ha chiarito che la scelta di sospendere il giallo tra i colori di riferimento delle fasce epidemiologiche sia, di fatto, «colpa delle varianti». In particolare la loro maggiore diffusibilità ha fatto sì che si sia ritenuta necessaria l’adozione di «misure rafforzate» per contrastarne la diffusione

Sulla base di quanto accaduto inizia anche ad emergere una certa curiosità di conoscere quali sono gli scenari che, secondo la scienza e la politica, possono profilarsi in vista di un’estate che inizia ad avvicinarsi.

Covid, cosa accade dopo Pasqua

La scelta già adottata nelle settimane che stanno anticipando la Pasqua avrà una proroga. Ci sarà un’Italia solo rossa e arancione. Oggi stanno arrivando le prime risposte positive a livello epidemiologico delle restrizioni, al punto che si è creato già uno spazio a riaperture che il governo ha scelto di dedicare alle scuole. Stando alle dichiarazioni di Brusaferro non ci sarebbero altri spazi e questi dovranno essere guadagnati con nuovi dati che vanno nella direzione auspicata.

Numeri terapie intensive

«Osserviamo - ha spiegato il presidente dell’Istituto Superiore id Sanità - un lieve calo dell’Rt, da 1,16 a 1,08. Ma siamo ancora sopra l’unità, mentre per iniziare a essere più tranquilli dovremmo arrivare a un valore significativamente inferiore a 1. La prossima settimana ci aspettiamo che la curva scenda ancora. C’è una grande differenza tra regioni. Il traguardo è arrivare sotto i 50 casi ogni 100.000 abitanti. Al momento in alcuni territori sembra lontano, invece è raggiungibile».

Numeri che raccontano un miglioramento significativo, non ancora sufficiente a giustificare un possibile allentamento delle restrizioni. «I numeri - ha precisato il portavoce del Comitato Tecnico Scientifico - parlano da soli. L’occupazione dei posti letto nelle terapie intensive è cresciuto dal 36 al 39% come conseguenza dell’aumento dei casi. La soglia da non superare è del 30%».

Covid, estate 2021: le previsioni

Le settimane passano e ci si avvia verso una stagione dove le temperature potrebbero diventare il migliore assist per mettere in scacco il virus.

«Andiamo - ha spiegato Brusaferro - verso la stagione calda dove sarà più facile restare all’aperto e questo favorirà il rallentamento della trasmissione, sempre mantenendo distanziamento, mascherina e igiene delle mani. Possiamo pensare a periodi di vacanza dove potremmo concederci qualche libertà in più facendo tesoro della lezione imparata la scorsa estate, vissuta un po’ troppo allegramente».

Il tutto, ovviamente, con l’altra carta fondamentale da giocare: la progressione della campagna vaccinale e la crescente percentuale di immunizzati tra la popolazione. Il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità ha chiarito come sarà comunque necessario continuare proseguire a lungo con il monitoraggio relativo alla possibile emersione di varianti.

Che con l’estate le cose possano migliorare è opinione diffusa nella comunità scientifica. Nei giorni scorsi l’immunologa Antonella Viola, nel corso di Otto e mezzo del 25 marzo su La 7, si era soffermata sulla questione. «Le prime riaperture - aveva dichiarato - saranno possibili soltanto quando la curva del contagio sarà in netto calo. In questo momento, durante un campagna di vaccinazione, non è possibile permettere un’ampia circolazione del virus».

«Per quanto riguarda - ha proseguito - il ricominciare a vivere una vita più o meno normale , quello che ho sempre pensato è che con l’estate questo potrà accadere».

Sono, inoltre, interessanti le dichiarazioni rilasciate dal professor Roberto Cauda a Il Messaggero il 26 marzo. Il direttore dell’Unità operativa di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma ha chiarito che con il raggiungimento del 60% della popolazione vaccinata, gli scenari sarebbero tali da pensare a a «un’estate migliore di quella del 2020».

«Questo - ha precisato - dipende molto da tre elementi fondamentali: servono le dosi, servono i centri vaccinali e servono i vaccinatori. Se le forniture annunciate per il secondo trimestre del 2021 saranno confermate, allora ce la potremo fare. E con la maggioranza di italiani immunizzati, possiamo pensare a una estate normale, sia pure sempre indossando le mascherine».

Estate 2021, nei giorni scorsi erano arrivate le parole del ministro Garavaglia

L’impatto del Covid, con le conseguenti restrizioni, sull’estate è un tema di natura di enorme rilevanza socio-economica. Un Paese come l’Italia ha nelle attività ricettive e di ristorazione un vettore economico cruciale e attende con ansia di sapere quale destino ci sia all’orizzonte. Sul tema nei giorni scorsi è intervenuto il ministro del Turismo Massimo Garavaglia. Lo ha fatto nel corso della trasmissione di Radio Capital The Breakfast Club.

«Quando arriva la bella stagione - ha affermato - saremo tutti in zona gialla e quindi faremo come l’anno scorso senza grandi problemi. In più nel frattempo prosegue la campagna vaccinale. Rispetto all’anno scorso abbiamo una novità enorme, due vaccini: quello naturale e quello vero».

C’è un pensiero non poco comune secondo cui gli eccessi della passata stagione possano, in qualche modo, aver potuto generare le ondate che arrivate nelle stagioni successive.

«Non c’erano - ha evidenziato il ministro - i vaccini, non c’era tutta la sensibilità che abbiamo adesso su tanti temi. Se si faceva qualche controllo in più nella mobilità forse non era male. È un insieme di cose, abbiamo l’esperienza dell’anno scorso. Sfruttiamola».

Rispetto alla possibilità che possano essere aperte le discoteche, il ministro ha dichiarato: «È presto per dirlo, però discoteche all’aperto con certe regole perché no?». «Concerti? Quello - ha proseguito l’esponente del governo Draghi - è la cosa che sinceramente manca di più, non solo a me, ma anche alle mie figlie e penso un po’ a tutti».

«Ci sono delle regole, dei Dpcm da fare. Il mio auspicio - ha chiosato Garavaglia - è che con la massima sicurezza da aprile in poi si inizia ad aprire tutto».