Covid, autunno 2021? Cosa aspettarsi e come essere pronti secondo la scienza

Il professor Guido Rasi, ospite di Agorà su Rai 3, ha segnalato la necessità di prepararsi «in maniera seria». Ci sono gli strumenti affinché si possa essere «pronti», senza dover vivere più momenti difficili

La situazione Covid in Italia è in netto miglioramento. Ma perché i contagi calano? Per la vaccinazione o perché, come l’anno scorso, l’abbassamento della temperature gioca a favore di una minore diffusione del virus? Per rispondere a queste domande, come è opportuno fare, occorre affidarsi alla scienza. Anche perché da quelle che sono le risposte si può iniziare a delineare lo scenario che potrebbe profilarsi dopo l’estate.

Covid e stagionalità, quali relazioni?

Il dato di fatto inequivocabile è che i vaccini funzionano, diventa determinante vaccinarsi e vaccinare quante più persone possibili e mettere in sicurezza la salute pubblica prima dell’arrivo dell’autunno. In tal modo lo scudo da mettere in campo contro possibili nuove offensive del virus, sarà così efficace da evitare misure emergenziali come le chiusure viste negli ultimi quattordici mesi.

Di questo, scendendo ancor più nei dettagli, ne ha parlato il professor Guido Rasi, nel corso della trasmissione di Rai 3 Agorà del 31 maggio. L’ex direttore esecutivo dell’Agenzia Europea del Farmaco e docente di Microbiologia all’Università Tor Vergata di Roma."La stagionalità - ha chiarito - in realtà, purtroppo, non è confermata".

«Durante il nostro inverno - ha specificato - era autunno-primavera in altri posti e le cose andavano male. In realtà succede una cosa comunque positiva: la stagionalità influisce in maniera indiretta per il fatto che si vive di più all’aperto e che in genere si esce da un lockdown e che quindi c’è un momento in cui il virus gira meno. La stagione, di per sé, è una teoria che non mi convince».

C’è luce in fondo al tunnel del Covid. È ormai chiaro e il concetto viene ripetuto spesso. Ma non bisogna smettere di sottolineare che non è ancora finita. L’ipotesi di una nuova offensiva dell’infezione esiste, ma ci sono le contromisure per fronteggiarla come mai si era fatto prima. «Arriviamo a questa stagione (l’estate ndr) in una situazione buona ed è verissimo - ha chiarito Rasi - che bisogna prepararsi in maniera molto molto seria per ottobre».

Covid, cosa fare in vista dell’autunno 2021?

Come? «Mettere in sicurezza i vulnerabili» e poi «interrompere la circolazione in quelli che sono i grandi protagonisti della mobilità: dai 12 ai 30 anni. Vaccinarli massivamente adesso». Parole che spiegano quanto sia fondamentale arrivare alla vigilia di ottobre con la stragrande parte della popolazione vaccinata. Poiché questo vorrebbe dire avere persone protette e che, almeno in teoria, possono correre il rischio solo di infettarsi senza mai avere il rischio che si rivedano ospedali pieni, sofferenza e morti.

L’altro grande terreno di sfida è quello della varianti. L’ipotesi più nefasta e che nessuno si augura è che possa emergere una variante in grado di resistere al vaccino. La buona notizia è che, grazie alle moderne tecnologie, potrebbe essere sufficiente un tempo ristretto per elaborare un nuovo preparato verso potenziali mutazioni, ma si può giocare d’anticipo con una strategia di prevenzione adeguata.

Ci sarà una nuova ondata di Covid in autunno?

E anche in questo caso il professor Guido Rasi ha indicato la strada, anche in relazione all’ipotesi della necessità di una terza dose. «Adesso - ha puntualizzato - che il virus circola a 50 casi per 100.000 abitanti si può riprendere la tracciatura, si devono fare le sequenze dei pochi casi perché lì si intercettano le varianti. E fare un minimo di sierologia per vedere chi è immune e chi no, se fare questa terza dose famosa e quando».

Ci sono, dunque, gli strumenti per affrontare in modo adeguato i potenziali problemi che potrebbero sorgere dopo l’estate, avendo coscienza del fatto che il Covid potrebbe non fare più paura.