Covid, Speranza: «Ancora altri sacrifici per le persone» ma «svolta è vicina»

Covid, Speranza: «Ancora altri sacrifici per le persone» ma «svolta è vicina»

Il ministro della Salute Roberto Speranza in un’intervista pubblicata dal Corriere della Sera ha fatto il punto su AstraZeneca, sulla vaccinazione in generale e sul futuro prossimo.

Il vaccino AstraZeneca, l’arrivo delle dosi in generale e gli scenari della battaglia contro il Covid. Sono tanti i temi trattati dal ministro della Salute Roberto Speranza in delle dichiarazioni riportate dal Corriere della Sera (Edizione 17 marzo 2021) nell’ambito del talk sulla sanità di Rcs Academy. E dalle parole dell’esponente del governo è emerso un messaggio che è sia di monito rispetto al fatto che ci sarà ancora da combattere contro il virus, ma anche di concreta proiezione ad un futuro migliore.

AstraZeneca: Speranza spiega la situazione

Il tema più caldo resta la sospensione della somministrazione del vaccino AstraZeneca. Il messaggio che deve essere veicolato su è il momentaneo provvedimento è solo precauzionale. «Ora - ha detto Speranza - si attende per giovedì il giudizio sui nuovi dati emersi in Germania e in altri Paesi. Siamo fiduciosi che possano emergere tutti gli elementi di rassicurazione che ci consentiranno nel più breve tempo di ripristinare la campagna vaccinale».

Il ministro ha fatto capire che, ad oggi, l’orizzonte atteso è che l’Ema dopo un’analisi accurata e rigorosa dei dati, possa dare un nuovo input ad una ripartenza corredata da un «messaggio di sicurezza». Anche perché sono tanti coloro che hanno già ricevuto le dosi, ma questo non dovrebbe generare alcun tipo di pensiero negativo nei diretti interessati. «Chi ha fatto AstraZeneca - ha evidenziato Roberto Speranza - non ha ragione d’essere preoccupato, per gli scienziati non ci sono problemi di sostanziale preoccupazione».

Arrivo vaccini in Italia, il punto di Speranza

Già giovedì dunque potrebbe arrivare il nuovo via libera per il vaccino. AstraZeneca è comunque solo uno dei vaccini su cui l’Italia conta per uscire dalla pandemia. Presto, con riferimento al cumulo delle dosi delle varie case produttrici, potrebbero arrivare in quantità massicce.

Secondo il ministro, in particolare, nel secondo trimestre (ossia tra aprile e giugno) sono attesi in Italia 50 milioni di dosi e nel terzo (tra luglio ed agosto) ottanta milioni. Numeri che, attraverso l’organizzazione capillare che si sta creando, aiuteranno a «correre molto di più» nella progressione della campagna vaccinale.

Covid in Italia, Speranza spiega gli scenari

Gli orizzonti sembrano vicini, ma in realtà sono lontani. Ogni giorno è, infatti, un vero e proprio bollettino di guerra tra ospedalizzati e soprattutto morti. C’è da stringere i denti, anche per effetto del fattore variante inglese. «Abbiamo - ha detto il ministro - ancora una fase non semplice davanti e tanti altri sacrifici per le persone. Dobbiamo essere molto prudenti per riuscire a piegare la curva, perché la pressione sugli ospedali è forte e più di tremila sono i letti occupati in terapia intensiva».

Tuttavia, da parte dell’esponente del governo Draghi emerge un messaggio di fiducia. «La svolta - ha detto - è vicina». La convinzione di Speranza viene dalla possibilità di estendere lo scenario che si sta verificando in ambiti ospedalieri e Rsa al Paese intero.

In quella particolare fetta di popolazione, dove la vaccinazione è stata pressoché completata, la curva del contagio è in netto miglioramento. Questo significa che presto si potrebbe proiettare una situazione di questo tipo sull’intera popolazione. È chiaro che, però, occorrerà che la campagna vaccinale viaggi il più veloce possibile. Tuttavia, la strada è tracciata.