Covid, Galli sul coprifuoco: «Bisogna circolare ancora poco»

Il professor Massimo Galli è intervenuto nel corso della trasmissione di Canale 5

Il coprifuoco è un tema su cui si continua a dibattere. Il divieto di circolazione tra le 22 e le 5 è un tema che coinvolge sia la politica che il mondo imprenditoriale. In zona gialla i ristoranti possono riaprire all’aperto anche la sera, ma il limite orario può non essere certo un incentivo ad usufruire delle attività di ristorazione avendo poco tempo a disposizione magari dopo il lavoro.

Da fonti governative sono già arrivate indicazioni rispetto al fatto che, con dati confortanti sotto il profilo dei contagi, della progressione della vaccinazione e di una minore pressione sulle strutture ospedaliere, entro forse un paio di settimane le cose potrebbero cambiare. L’obiettivo è prima posticipare l’inizio del coprifuoco e poi abolirlo.

Coprifuoco e zona gialla con ristoranti aperti, tema di cui si parla

Resta, però, la discussione rispetto all’effettiva utilità del divieto notturno di uscire di casa senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. Soprattutto da parte di chi si chiede cosa potrebbe cambiare nello spostarlo ad esempio da subito anche una sola ora avanti.

Nel corso della trasmissione è intervenuto il professor Massimo Galli. Il direttore delle Malattie Infettive del Sacco di Milano ha spiegato la situazione dal suo punto di vista, rispetto alla pericolosità di stare a parlare a fine a pasto.

L’idea dell’infettivologo è che anche stare all’aperto sarebbe una condizione certamente «sufficiente» affinché si possa dire se «soprattutto le nuove varianti - possano o non possano causare infezione».

Covid, Massimo Galli dice che il virus cammina con le gambe delle persone

Il professore ha rivelato come questa discussione non lo «appassiona», rispetto a «questioni ben più serie complessivamente da considerare, rispetto a questo festival delle riaperture». A suo avviso il messaggio che dovrebbe passare sarebbe un altro: «Bisogna - ha evidenziato - ancora circolare poco, più si circola più il virus cammina con le nostre gambe e si diffonde».

Galli fa il paragone con la situazione della Gran Bretagna

Poi uno sguardo all’estero e a paesi che hanno adottato una politica di riaperture, ma con una situazione di immunizzati sensibilmente più avanzata rispetto a quella italiana. «Con un gap - ha evidenziato Galli - di trenta milioni di vaccinazioni che abbiamo rispetto alla Gran Bretagna, che faticosamente riempiremo in 60 giorni o più facilmente 100 giorni stando ai ritmi di adesso, c’è da poco da scherzare francamente».

Covid, Galli chiarisce un messaggio che dovrebbe arrivare ai cittadini

Rispetto al coprifuoco, Galli ha aggiunto la necessità di veicolare un concetto di fondo: «Credo - ha detto l’infettivologo - che questa cosa abbia una moderata rilevanza se non si comprende, da parte di chi lo dovrebbe comprendere e cioè gli italiani soprattutto dai 50 agli 80 anni non ancora vaccinati ,che girare troppo non è conveniente in questo momento».

«I giovani - ha chiosato Galli - dovrebbero comprendere che portare l’infezione a casa ai genitori e ai nonni è ancora cosa pericolosa e possibile».