Covid, Draghi: «Non sappiamo quanto durerà pandemia o quando sarà la prossima»

Covid, Draghi: «Non sappiamo quanto durerà pandemia o quando sarà la prossima»

Il presidente del Consiglio Mario Draghi ha parlato in un videomessaggio destinato al webinar di ascolto con i rappresentati della società civile in previsione del Global Health Summit

Appuntamento per il prossimo 21 maggio a Roma per il Global Health Summit. Nel messaggio introduttivo da parte di Mario Draghi sono arrivate, però, dichiarazioni che hanno una valenza significativa nell’ambito dell’attualità.

Il presidente del Consiglio dei Ministri ha partecipato, insieme alla presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen, al webinar di ascolto con i rappresentanti della società civile.

Covid, parla il premier Mario Draghi

L’Italia, l’Unione Europea e il mondo sono tutti schierati sullo stesso fronte: vincere la lotta contro il Covid e porre fine ad una pandemia che può ormai essere considerata un fenomeno epocale in corso.

Da parte del premier è arrivata un’indicazione chiara rispetto alla necessità di essere preparati al futuro. Un’esigenza che può essere soddisfatta con pieno sostegno alla ricerca, un rafforzamento dei sistemi di approvvigionamento dei vaccini e un potenziamento dei sistemi sanitari nazionali sulla base di una valida ristrutturazione.

Draghi ricorda le perdite determinate dal Covid

Draghi ha, inoltre, sottolineato come, ad oggi, il mondo abbia subito oltre tre milioni di perdite di vite umane per effetto del Covid e abbia pagato «un costo elevato» a livello economico. «Lo scorso anno - ha chiarito Mario Draghi - l’output globale ha sofferto la contrazione più profonda dalla seconda guerra mondiale colpendo sia le economie avanzate che i mercati emergenti».

Covid, la necessità di essere preparati

Nell’intervento del presidente del Consiglio Mario Draghi è emerso un passaggio che chiarisce oltremodo quanto, da ora in avanti, potrà essere necessario non essere più presi alla sprovvista da fenomeni come è stato il Covid. «L’attuale pandemia ci impone - ha chiarito il capo del governo italiano - di essere meglio preparati per il futuro e il nostro lavoro deve iniziare ora, poiché non sappiamo per quanto tempo durerà questa pandemia o quando ci colpirà la prossima».

Covid, il monito per il futuro è chiaro

Draghi ha ammesso come la pandemia Covid si sia rivelata «una crisi sanitaria» per la quale non si era pronti ad affrontarla. Anche per effetto di «piani di emergenza obsoleti e insufficienti». Il premier ha, inoltre, ricordato il coraggio degli operatori sanitari.

«In neanche un anno, gli scienziati hanno sviluppato dei vaccini efficaci. Le aziende farmaceutiche si sono unite per aumentare la produzione. I governi hanno lanciato programmi di vaccinazione senza precedenti. Ora c’è la possibilità di porre fine alla peggiore pandemia». Il monito, però, è chiaro: gettare le basi affinché si possa essere preparati alle evenienze del futuro.

Non solo presente, dunque, nei pensieri di Draghi e a pochi giorni dalle riaperture del 26 aprile, ma anche la consapevolezza che è il momento di pensare con termini più lunghi.