Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

Covid-19, spostamenti interregionali: numeri troppo alti in Lombardia, è scontro Sala-Solinas

Fase 2 Covid-19, il 3 giugno previsto il via libera agli spostamenti interregionali: è scontro tra il sindaco di Milano e il governatore Regionale della Sardegna.

C’è molta indecisione sul provvedimento di riaprire o meno i confini regionali. È vero che si è discusso a lungo a riguardo e che la decisione sarà principalmente dettata da ciò che rivelerà la curva di contagi. Ieri c’è stata una nuova riunione allo scopo di dare una rivalutazione, secondo i 21 indicatori, ai dati epidemiologici forniti da ogni Regione: ancora una volta, (dallo scorso giovedì), la Lombardia risulta essere ’a basso rischio’ nonostante, inizialmente, fosse risultata la prima in classifica per numero di contagi.

Dunque si suppone che non ci siano preoccupazioni rilevanti, sia per quanto riguarda l’impegno sanitario, sia in merito all’andamento dei contagi. Nonostante ciò, proprio ieri, si è registrato un aumento dei numeri in Lombardia: 384 nuovi contagi e 58 decessi, senza considerare le 24.037 persone ancora positive.

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Fase 2, riapertura dei confini Regionali: l’epidemiologo Vittorio Demicheli "numeri ancora troppo alti in Lombardia per consentire gli spostamenti

Secondo l’epidemiologo Vittorio Demicheli, il numero dei positivi è ancora troppo alto per consentire gli spostamenti interregionali: infatti, secondo l’esperto sarebbero dovuti rimanere intorno ai 15 mila, e non a quota 24 mila. Al momento, però, secondo i rapporti del Comitato tecnico scientifico, la Lombardia non rischia di rimanere chiusa oltre la data prevista per le riaperture.

La risposta definitiva riguardo alla decisione di consentire gli spostamenti interregionali arriverà verso la fine di questa settimana. La decisione sarà solo di natura politica dato che, secondo i dati riportati sulla base dei 21 indicatori, non ci sarebbero alti rischi. Intanto il numero dei malati che viene registrato ogni giorno nelle Regioni Lombardia e Piemonte sono ben lontani rispetto a quelli che si registrano nelle Regioni meridionali, come la Sicilia e la Sardegna.

A Trapani non si registrano nuovi casi da circa un mese. La Sardegna è pronta ad alzare le barriere per chi arriva da Milano senza un «patentino d’immunità» ed è scoppiata subito la polemica da parte del sindaco di Milano. «Lo dico da cittadino prima ancora che da primo cittadino, quando poi deciderò di andare per un weekend o una vacanza me ne ricorderò)» afferma Beppe Sala.

Ed ecco che arriva la replica dal governatore sardo, Christian Solinas: "Nessuno ha chiesto improbabili patenti di immunità, ma un semplice certificato di negatività. Quella di Sala è l’ennesima strumentalizzazione".

Un dibattito che, per i governatori regionali, continuerà sino al 3 giugno, data prevista per la riaperture dei confini regionali. È chiaro che il verdetto finale sulla decisione spetterà solo al governo, fino ad allora tra i rappresentanti regionali si continuerà a discutere anche sulla possibilità di presentare un certificato sanitario previsto per tutti coloro che arrivano dalle zone che sono state maggiormente colpite dall’epidemia. In conclusione, da quanto si è percepito, la Lombardia, teoricamente, non dovrebbe rischiare di rimanere ancora chiusa: tuttavia saranno le ultime valutazioni dei dati epidemiologici a dare la conferma definitiva.