Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

Coronavirus, verso chiusura di tutte le attività in Lombardia per 15 giorni

Dalla Regione Lombardia arriva la richiesta di bloccare tutte le attività non essenziali per due settimane. Ipotesi di continuità solo per supermercati e farmacie.

Arrivano nuove richieste restrittive in merito alle misure di contenimento del Coronavirus. È in particolare dal fronte della Regione Lombardia che nelle scorse ore sono emerse nuove richieste per un’azione ancora più drastica di contrasto, con la chiusura di tutti i negozi e delle aziende per 15 giorni ad eccezione delle attività essenziali (ovvero supermercati e farmacie).

Secondo quanto evidenziato dal Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, si tratta di una misura che arriva dal basso e che viene appoggiata da tutti i sindaci dei capoluoghi lombardi. “Le mezze misure non servono a contenere questa emergenza” ha spiegato Fontana, ricordando che purtroppo “lo abbiamo visto in queste settimane”.

Anche l’assessore regionale al welfare Giulio Gallera ha reiterato simili richieste, suggerendo che l’appello per un simile provvedimento restrittivo era stato già rivolto in precedenza all’esecutivo senza esito. “La chiusura dei negozi l’abbiamo già chiesta” pertanto “valuteremo in queste ore se c’è la necessità di chiudere anche i trasporti e le attività produttive”.

Chiusura di attività e trasporti: il problema di fondo resta il sostegno al sistema sanitario

L’obiettivo delle nuove misure restrittive continua ad essere il contenimento della diffusione di Covid-19, con il proposito di dare respiro al sistema sanitario e quindi di consentirne il funzionamento. “Il numero di persone in terapia intensiva in ospedale cresce costantemente” spiega Gallera.

Per questo motivo “stiamo valutando un inasprimento molto più forte di tutte le attività produttive e del trasporto pubblico locale. A questo punto per 15 giorni proviamo a chiuderci, a evitare qualunque occasione di uscire di casa e così a soffocare la diffusione del virus”. L’obiettivo è di fermare la crescita registrata dalla diffusione del virus entro una decina di giorni, in modo da permettere al sistema sanitario di reggere.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus: governo pronto a stanziare nuovi fondi, Lombardia attiva 135 milioni per cassa integrazione

L’invito dei sindacati alla Regione Lombardia: “chiudere le attività”

Anche le parti sociali hanno rivolto un invito al Presidente della Regione Attilio Fontana, chiedendo di chiudere tutte le attività economiche e commerciali non necessarie al fine di combattere il contagio da Coronavirus. All’interno di una lettera inviata nella giornata di oggi 10 marzo 2020, Cgil, Cisl e Uil Lombardia hanno chiesto “una profonda ma urgente valutazione sulla necessità di procedere al fermo di ogni attività economica, imprenditoriale, produttiva, di servizio che non sia giudicata essenziale e per la sua natura non sospendibile”.

In particolare, si punta a difendere la capacità del sistema sanitario di rispondere all’emergenza. Per i sindacati “il moltiplicatore quotidiano dei contagi, dei ricoveri in ospedale, dei ricoveri in terapia intensiva e, purtroppo, dei decessi continua ad assegnare alla nostra regione un primato assoluto dell’emergenza sanitaria che non ha uguali, ad oggi, nel resto delle regioni italiane. La situazione dei presidi sanitari è di fatto al collasso e agli stessi operatori sono richieste prestazioni orarie e carichi di lavoro già insostenibili”.

Per questi motivi, le misure messe finora in campo non risultano sufficienti, soprattutto se “milioni di persone continuano a muoversi nei territori”. Pur mostrando consapevolezza per i pesanti risvolti economici, le parti sociali chiedono quindi di agire con urgenza “nel convincimento che la salvezza della vita delle persone viene prima di ogni altra cosa”.

TI POTREBBE INTERESSARE: Coronavirus: Ryanair cancella o riprogramma ulteriori voli per l’Italia