Coronavirus, in 6 punti la strategia di Ricciardi per riaprire tutte le attività

Coronavirus, in 6 punti la strategia di Ricciardi per riaprire tutte le attività

Walter Ricciardi, in un articolo sull’Avvenire ha spiegato come bisognerebbe procedere.

C’è una strategia che potrebbe portare all’eliminazione del virus. A chiarirla, in un articolo apparso sull’Avvenire del 28 febbraio, è Walter Ricciardi. Il docente di Igiene dell’Università Cattolica di Roma ha spesso manifestato l’esigenza di un lockdown pressoché totale, ma che duri poco nel tempo e in un periodo successivo assicuri una ripartenza migliore.

Una scelta che, naturalmente, non farebbe fare i salti di gioia a cittadini e operatori economici estenuati da oltre un anno di misure restrittive, ma che basa il suo ragionamento su una logica diversa. La serrata totale come una sorta di terapia d’urto limitata nel tempo per far sì che in un momento successivo non si debba continuare a fare i conti con aperture e chiusure che sono, ad esempio, determinate dai cambi di colore in base al livello epidemiologico.

La strategia di Ricciardi: lockdown, ma non solo

Walter Ricciardi, nel suo articolo, in particolare ha messo in rilievo quelle che potrebbero essere sei azioni che in cinque o sei settimane sarebbero in grado di liberare intere regioni dalla presenza del virus.

  • Definizione delle zone protette da liberare
  • Attivare una campagna di comunicazione e motivazione per l’implementazione della strategia.
  • Realizzare un lockdown di 4-5 settimane insieme a misure di supporto e protezione economica
  • Convertire alberghi ed altre strutture in residenze per isolamento e quarantena
  • Porre in quarantena in queste strutture i viaggiatori che arrivano dall’esterno delle zone protette.
  • Riaprire tutte le attività nelle zone verdi liberati dal virus.

A fronte perciò di quella che sarebbe una chiusura generale, destinata a generare la necessità di investimenti a sostegno del tessuto socio-economico, la meta finale rappresenterebbe uno scenario migliore di un possibile mantenimento dell’attuale alternanza delle zone.

Coronavirus, i sacrifici per avere prima la normalità

Tenendo, ovviamente, conto del fatto che la prosecuzione della strada intrapresa potrebbe corrispondere a doversi trascinare con tanti casi quotidiani e un proporzionale numero di ospedalizzati, ricoverati in terapia intensiva e purtroppo morti. “Le restrizioni della mobilità - ha scritto Ricciardi - sono un punto cruciale della strategia No Covid, perché consentono ai Paesi liberi dal virus di preservare i benefici ottenuti con i lockdown”.

Dopo 14 giorni senza “trasmissione comunitaria” si arriverebbe ad avere le così dette “zone verdi” dove secondo Ricciardi potrebbero riaprire ristoranti, musei, cinema, teatri e attività commerciali “senza limitazioni” e ciò “può essere fatto - ha aggiunto - in assenza di coperture vaccinali massicce”. E Ricciardi vede anche la possibilità che si possa tornare a vedere mobilità tra aree verdi.

Risulta, inoltre, una deduzione abbastanza logica quella di immaginare che la progressione della campagna vaccinale risulterebbe un altro fattore in grado di facilitare il compito nella sfida contro il virus. Partita per la quale Ricciardi ha quindi definito la sua strategia ideale. Leggi anche: Vaccino Covid Sputnik in Italia ed in Europa? Ecco quando può arrivare