Autore: Luigi Crescentini

Coronavirus

25
Mag 2020

Coronavirus, spostamenti interregionali: Boccia e Speranza «è una decisione del governo non delle Regioni»

Sicilia e Sardegna alzano le barriera contro il Virus: i governatori regionali puntano sul «patentino sanitario», gli esperti hanno dubbi a riguardo.

A patto che, nel prossimo mese, non ci sia un salita della curva epidemiologica, a partire dal 3 giugno si procederà con il via libera agli spostamenti tra le Regioni. A questo riguardo si è discusso molto sugli spostamenti soprattutto nelle regioni meridionali e anche sul fatto del «patentino sanitario». L’idea di un certificato sanitario ha interessato in particolar modo i governatori regionali Solinas e Musumeci.

Dunque, per andare in vacanza in Sicilia o in Sardegna, teoricamente sarà necessario un certificato sanitario che attesti un risultato negativo al Covid-19. L’intesa c’è da parte delle due Regioni ma l’argomento del patentino sanitario fa discutere molto soprattutto gli esperti. Il Comitato tecnico scientifico ha molti dubbi a riguardo anche per il semplice fatto che i risultati potrebbero essere poco attendibili.

Il presidente regionale sardo, Christian Solinas, rimane fermo sulla sua decisione: «Un test rapido possibilmente molecolare, svolto entro tre giorni dal viaggio, ed eventualmente anche al momento stesso dell’ingresso in regione. In modo da minimizzare, anche se non si può annullare, il rischio di un contagio successivo». L’idea ha interessato anche il governatore regionale della Sicilia, Nello Musumeci. Ancora i dettagli devono essere definiti ma rimangono una seri di nodi da sciogliere a livello tecnico e organizzativo.

Con l’arrivo della data prevista per gli spostamenti interregionali, la Sicilia e la Sardegna regioni che tra l’altro hanno registrato un bassissimo numero di contagi, dovranno far fronte ad una platea di gente che si sposterà sul territorio per le vacanze estive. Musumeci e Solinas dunque cercano un modo per proteggere i confini dal virus senza, però, penalizzare il settore del turismo che è un’importante fonte economica per entrambi le Regioni.

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Musumeci e Solinas insistono sul «patentino sanitario», il Comitato scientifico: «Non c’è nessuna certezza sulla sua validità»

Il ministro della Salute Speranza e quello degli Affari regionali, Boccia hanno chiaramente detto più volte, che la decisione di un simile provvedimento spetterà al governo e non alle Regioni. Il motivo è abbastanza semplice: il governo non è contrario ad un eventuale patentino sanitario. Il Comitato Scientifico sostiene che non esiste nessun modo per dare la sicurezza al 100% dell’immunità, e dall’altra parte le Regioni ancora non hanno concretizzato un progetto.

L’unica certezza che abbiamo finora è quella del tampone, che può avere soltanto due esiti: positivo o negativo al virus. I test vengono eseguiti soltanto per motivazioni salutari e non per favorire il turismo nelle Regioni. D’altro canto, fare un tampone per Covid non è così semplice: i test non sono a disposizione nemmeno a pagamento e vengono eseguiti solamente per specifiche motivazioni.

I ministeri della Salute e degli Affari regionali ritengono questo provvedimento un po’ estremo in quanto è una procedura assurda far eseguire i test a tutti quelli che arrivano in aeroporto, oppure farli aspettare diverse ore o nel caso fossero positivi bisognerebbe farli tornare indietro oppure metterli in quarantena. Tutte queste manovre risultino un calvario anche per le Regioni.

C’è da considerare anche che a partire dal mese di giugno, secondo gli esperti, vedremo se la curva epidemiologica salirà o rimarrà stabile. Nel caso in cui assisteremo ad un aumento dei contagi si provvederà alla chiusura immediata nelle regioni più colpite e ovviamente il provvedimento che consentirà gli spostamenti interregionali previsto per il 3 giugno potrebbe essere spostato ad una data successiva, per cui la questione del «patentino sanitario» potrebbe anche non essere necessaria.