Autore: Luca D

Coronavirus - Crisi economica - Italia - Olanda - Germania - Giuseppe Conte

27
Mar

Coronavirus: scontro Conte-UE, niente Coronabond, due settimane per trovare l’accordo

Conte e gli altri leader europei si sono incontrati nella giornata di ieri ma i risultati dell’incontro non sono positivi: l’Europa è spaccata in due fazioni che non sembrano disponibili all’accordo.

Giuseppe Conte e gli altri 26 leader europei si sono riuniti nella giornata di ieri per oltre sei ore per discutere delle misure da adottare per cercare di limitare i contagi del nuovo coronavirus SARS-CoV-2, ma soprattutto per provare a trovare delle soluzioni alla crisi nera che, in parte, è già iniziata ma che continuerà a colpire l’intera Europa per mesi e mesi.

I risultati dell’incontro

I risultati dell’incontro non sono certamente positivi visto che il tutto si è chiuso con nulla di fatto, ma procediamo per gradi. L’Unione Europea è attualmente divisa in due gruppi. Del primo fanno parte molti paesi del Nord Europa, disponibili ad aiutare i paesi del Sud Europa, ma con dei limiti; questi paesi vorrebbero che la crisi fosse gestita singolarmente dai paesi con l’UE pronta a sostenere comunque tutti in egual misura.

Di questo gruppo fanno parte la Germania, capitanata da Angela Merkel, oltre ad Austria e Olanda. Poi c’è un secondo gruppo di cui fa parte l’Italia intenzionato a condividere al 100% risorse e rischi, come se fossimo un unico paese praticamente. Oltre all’Italia fanno parte di questa fazione Francia, Spagna, Portogallo ed altri paesi collocati geograficamente più a Sud.

Proprio alla luce di questa posizione assunta dall’Italia nei giorni scorsi, Giuseppe Conte ha dichiarato che i prossimi 10 giorni saranno fondamentali, in questo arco di tempo si dovrà creare da zero un piano di sostegno a tutti i paesi senza pescare soluzioni appartenenti al passato. Passato questo periodo la situazione potrebbe essere talmente tanto peggiorata da essere quasi irrecuperabile.

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Toni molto alti e parti molto distanti, si arriverà ad un accordo?

Con decisione e schiettezza, Giuseppe Conte, ha detto ai suoi colleghi: “Se si pensa di usare gli strumenti del passato, con aiuti indirizzati ai singoli Stati, non disturbatevi, ve lo potete tenere, perché l’Italia non ne ha bisogno". Il nostro premier, appoggiato da altri leader europei, aveva proposto nei giorni scorsi i “Coronabond” ossia una sorta di debito comune condiviso da tutti i Paesi dell’Unione Europea e non dai singoli stati.

L’idea non convince alcuni paesi, in primis la Germania, tanto che la cancelliera Angela Merkel continua ad opporsi a questa misura proponendo il MES. Il premier olandese Mark Rutte ha spiegato nel dettaglio i motivi dietro la decisione sua e degli altri leader della fazione “Nord Europa” dicendo: "Siamo contrari ai coronabond. Molti altri Paesi lo sono, perché porterebbe l’Eurozona in un altro territorio, sarebbe come attraversare il Rubicone. L’Eurozona ha creato i suoi strumenti, come il Mes, che può essere usato in modo efficace, ma con le condizionalità previste dai trattati. Non posso prevedere alcuna circostanza in cui l’Olanda possa accettare gli eurobond”.

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Il confronto, o scontro che sia, continuerà nei prossimi giorni. I leader continueranno a trattare e si sono auto-imposti come limite di tempo due settimane a partire da ieri. Le possibilità che si arrivi ad un accordo sembrano però molto basse.