Autore: B.A

Fisco

Coronavirus: presto il Fisco si abbatterà sui contribuenti, 8,5 milioni di accertamenti in arrivo

Solo rinviate le azioni del Fisco contro i contribuenti, da giugno la mano del fisco tornerà a colpire gli italiani.

Solo l’Agenzia delle Entrate si appresta a subissare, con oltre 8,5 milioni di avvisi di accertamento, i contribuenti italiani. A questi vanno aggiunti i 4,5 milioni di atti che Agenzia delle Entrate. Riscossione che farà partire sempre da giugno. In pratica, dopo la pausa benevola per via dell’emergenza coronavirus, il Fisco tornerà più forte di prima a chiedere soldi ai contribuenti.

Ecco cosa accadrà a giugno per milioni di contribuenti

Adesso l’Agenzia delle Entrate è in pausa per quanto riguarda l’invio di accertamenti fiscali e cartelle nei confronti dei contribuenti. Ma da giugno, l’Agenzia delle Entrate si prepara a riaccendere la sua macchina da guerra, con oltre 8 milioni di notifiche che saranno recapitate ai contribuenti. E il concessionario alla riscossione, l’ex Equitalia, si appresta a fare lo stesso, cioè a recapitare 4,5 milioni di cartelle agli italiani.

Sta per finire la pausa quindi, perché tra una quarantina di giorni, mentre la vita degli italiani sarà cambiata radicalmente, con mascherine, distanze sociali e limiti di assembramento, la vita fiscale e le azioni di Agenzia delle Entrate e simili, tornerà come prima. Questo l’allarme che molti siti e quotidiani di oggi danno. Dopo il periodo di sospensione per l’emergenza coronavirus, saranno oltre 8 milioni gli atti che il Fisco recapiterà ai contribuenti. Da giugno a dicembre si prepara questo autentico maxi invio da parte del Fisco.

L’annuncio direttamente da Ruffini in Parlamento

La notizia è stata diramata direttamente dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini. E la sede scelta è stata quella istituzionale, cioè quella parlamentare, perché Ruffini lo ha annunciato davanti alla commissione Finanze della Camera. Qualcosa di positivo però il direttore Ruffini lo ha annunciato. Infatti ha aperto a eventuali nuove sanatorie, rottamazioni cartelle o una nuova versione della Pace Fiscale. Questo perché inevitabilmente le difficoltà economiche dei cittadini, sono state acuite dall’emergenza economica derivante dal coronavirus. Il numero enorme di cartelle e avvisi che saranno recapitati, deriva dal fatto che il Decreto Cura Italia ha abrogato il prolungamento di due anni dei termini dell’accertamento per il Fisco.

Infatti nel Decreto Cura Italia era stata introdotta la proroga, che di fatto dava più tempo al Fisco per gli accertamenti verso i contribuenti. Dal momento che durante l’iter parlamentare del Cura Italia a Palazzo Madama e Montecitorio, si è deciso di cancellare questo prolungamento. E Agenzia delle Entrate per paura di perdere il diritto agli accertamenti, provvederà a fare tutto nello stretto giro di pochi mesi, da giugno a dicembre. E sempre Ruffini ha confermato che gli atti arrivati agli italiani poco prima del lockdown, non sono sospesi, ma vanno pagati, tranne che per quei contribuenti che risiedono nelle zone rosse iniziali, cioè Lombardia e parte del Veneto e dell’Emilia Romagna.