Coronavirus, ministro Speranza: «Monitoreremo, adattando misure alla luce delle varianti»

Coronavirus, ministro Speranza: «Monitoreremo, adattando misure alla luce delle varianti»

Intervista al Corriere della Sera ministro della Salute Roberto Speranza che spiegato la situazione dal suo punto di vista.

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha rilasciato una lunga intervista al Corriere della Sera (edizione del 7 marzo). L’esponente del governo Draghi ha trattato diversi temi, compresi quelli politici, ma ha rilasciato dichiarazioni significative in relazione alla questione coronavirus.

Parole che arrivano nel momento in cui comincia ad esserci un certo allarme per numeri che segnano l’ormai avvenuta inversione di tendenza. Non è un caso che si inizi già a parlare di nuove restrizioni, nonostante ci si una Dpcm che è in vigore soltanto dal 6 marzo.

Terza ondata Covid? Il punto di vista del ministro Speranza

Oggi i dati del coronavirus raccontano in maniera inequivocabile che la situazione non è la stessa di un mese fa. Si parla di terza ondata, ma Roberto Speranza ha una lettura apparentemente diversa. «La seconda - ha precisato - non è mai finita, assistiamo a una ripresa molto forte dovuta all’impatto delle varianti, che ci sta portando a misure sempre più restrittive sui territori».

La stretta, come è noto, si sta concretizzando anche attraverso la gradualità delle misure disposta dal Dpcm. In base alla situazione epidemiologica che ogni regione ha, può essere bianca, gialla, arancione o rossa. Il peggioramento del quadro è chiarito dal fatto che il territorio nazionale abbia sempre più zone rosse o arancioni, con un giallo sempre meno presente.

Nuove restrizioni rispetto al Dpcm, la situazione

Sono proprio le ordinanze del ministero della Sanità, sulla base dell’analisi dei dati e la valutazione dei parametri da parte degli scienziati, a disporre le variazioni cromatiche. Le ultime sono state ufficializzate venerdì scorso e, i provvedimenti arrivati, c’è stato quello che ha portato la Campania in zona rossa a partire dall’8 marzo.

Coprifuoco anticipato e lockdown nazionale (almeno nei weekend) sono le ipotesi che si stanno facendo rispetto alle possibili nuove misure restrittive finalizzate a contenere la diffusione del contagio, qualora la situazione epidemiologica continuasse ad alimentare il rischio di una crescita esponenziale della pressione sul sistema sanitario nazionale.

Sulla questione è stato chiamato ad esprimersi il ministro. «Abbiamo - ha precisato Roberto Speranza - confermato il modello per fasce perché ci sono situazioni geografiche molto diverse. È chiaro che monitoreremo giorno per giorno l’evoluzione epidemiologica, adattando le misure alla luce delle varianti».

Le varianti, come è noto, preoccupano principalmente per un caratteristica: la loro più elevata contagiosità. Roberto Speranza, da tempo, mantiene una linea di prudenza rispetto alla necessità di non allentare le misure anche quando la situazione era apparentemente più tranquilla di quella attuale.

Speranza: «Rigorista perché realista»

Spesso la sua posizione non è stata in linea con quanti auspicavano una maggiore linea aperturista. In tal senso gli è stata posta una domanda relativa al ruolo di mediazione dell’attuale ministro per gli Affari Regionali nel confronto tra aperturisti e rigoristi,

«Io - ha precisato - sono rigorista perchè sono realista. Ricevo chiamate preoccupate dai governatori, che stanno firmando ordinanze restrittive anche da zone rosse. Gelmini è molto consapevole della serietà della situazione».

La grande sfida, adesso, è sui vaccini. «I nostri numeri - ha spiegato Speranza - sono in linea con Germania e Francia. Figliuolo farà un gran lavoro, che ci consentirà di accelerare ancora di più la campagna quando finalmente avremo molte più dosi».