Autore: Stefano Calicchio

Fed - Tassi di interesse - Crisi economica

Coronavirus, la Fed taglia i tassi di mezzo punto: ecco le reazioni di borse e valute

La replica della banca centrale statunitense alla crisi del Coronavirus non si è fatta attendere: si concretizza un nuovo taglio dei tassi di mezzo punto. Tutto quello che c’è da sapere sulle implicazioni riguardanti la decisione della FED.

La contromossa della Federal Reserve al Coronavirus si concretizza attraverso un taglio dei tassi che nelle ultime ore appariva tanto atteso quanto oramai scontato. La FED ha infatti deciso una forte azione di contrasto alla crisi economica che negli ultimi giorni si è generata a causa della repentina diffusione mondiale del Convid-19.

Con una decisione presa all’unanimità e dall’effetto immediato è stato quindi deciso di portare i tassi all’1 - 1,25%. La presa di posizione arriva durante una conferenza stampa tenutasi nella mattina a Washington (e più precisamente alle ore 11.00 locali). Oltre a ciò, il Presidente Jerome Powell ha spiegato di essere pronto a prendere ulteriori provvedimenti nel caso in cui la crisi non dovesse risolversi.

A tal proposito, gli occhi sono ora puntati sulla prossima riunione dei banchieri centrali prevista per il 17-18 marzo 2020. Resta il fatto che l’annuncio ha decisamente rasserenato i mercati dopo diversi giorni ad altissima volatilità e cali vistosi su tutti i principali listini mondiali.

Crisi economica e Coronavirus: anche il G7 ha promesso di intervenire

Come già evidenziato, la decisione in arrivo dalla Fed appare tanto necessaria quanto provvidenziale, stante che molti operatori del mercato avevano già dato per scontato un intervento di soccorso simile. Nella mattina di oggi anche il G7 aveva annunciato l’avvio di azioni coordinate per far fronte ai rischi economici derivanti dallo sviluppo dell’epidemia.

In tal senso, le nazioni componenti il G7 hanno spiegato di essere pronte ad agire con tutti gli strumenti a loro disposizione e facendo ricorso anche gli stimoli di natura fiscale, con l’obiettivo di rilanciare l’economia e produrre una pronta ripresa. Al momento non vi sono però decisione immediate, che faranno seguito solo ad un approfondimento della situazione. Si tratta in ogni caso di primi segnali importanti dopo lo stallo generalizzato che si è concretizzato per la diffusione del Coronavirus.

Sul fronte dei cambi a seguito della decisione di Powell si è registrato un calo del dollaro rispetto all’euro, quotato attorno ad 1,11 e proiettato verso l’area 1,2 entro il termine del 2020. Tutto ciò in prospettiva dei prossimi tagli che la Fed ha già preannunciato nel medio termine.

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La replica del Presidente Trump: “serve fare di più”

Rispetto alla decisione del taglio dei tassi non sembra completamente soddisfatto il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che già aveva caldeggiato un maggiore interventismo della banca centrale negli ultimi mesi ed in riferimento alla guerra commerciale con la Cina. La reazione è arrivata attraverso un commento rilasciato su Twitter, nel quale si chiede alla FED di assumere decisioni più incisive rispetto alla politica di regolazione dei tassi.

Secondo quanto indicato da Trump, “la Federal Reserve sta tagliando i tassi, ma deve fare di più e, ancora più importante, deve agire in linea con gli altri Stati / competitors. Non stiamo giocando allo stesso livello e non è giusto per gli Stati Uniti. Per questo motivo, è finalmente arrivato il momento per la Federal Reserve di assumere un ruolo guida tagliando di più i tassi”.

La reazione di Piazza Affari: elevata volatilità e chiusura positiva

Nel frattempo la borsa di Milano ha visto una giornata all’insegna dell’elevata volatilità, con i listini che hanno chiuso in crescita moderata. L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni a quota 21748 punti, con un incremento dello 0,43%. L’elevata escursione dei prezzi aveva portato l’indice a toccare e superare i 22mila punti durante l’odierna giornata di contrattazione.

Tra i titoli che hanno subito escursioni maggiori troviamo BPM, che ha registrato una perdita dell’8% toccando i 1,705 euro. Alla fine della seduta Unicredit ha perso più del 4%, mentre le utilities dimostrano la propria funzione difensiva con Enel che cresce del 2%. Positiva anche Poste Italiane, che registra una crescita vicina al 4%.

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