Autore: Paolo Marsico

5
Feb

Coronavirus, dalla Cina arriva la notizia del farmaco cura, ma l’Oms smentisce

Un team di ricercatori avrebbe indivituato due farmaci che messi insieme potrebbero inibire il virus, ma arriva subito la smentita.

Dalla Cina rimbalza la notizia di una possibile ed eventuale cura al coronavirus. Una combinazione di farmaci che riuscirebbe stando all’annuncio proveniente dal paese asiatico a “sconfiggere” il temutissimo virus. La risposta dell’Oms non si è fatta però attendere, è ufficiale quindi che la presunta cura in realtà non esisterebbe perchè non si possono definire efficaci i farmaci in questione, portando alla conclusione che al momento nessuna terapia o similari è a disposizione dei medici.

Il parere dell’Oms

In merito alla presunta notizia si è espresso il portavoce dell’Oms Tarik Jasarevic: «Non esistono ancora terapie efficaci contro il 2019-nCoV e l’Oms ricord che solo studi su larga scala possono essere efficaci e sicuri. E sviluppare terapie o vaccini contro patogeni come questo di solito prende anni. Prima bisogna affrontare lunghe sperimentazioni e passare attraverso anche qualche sconfitta».

La diffusione della notizia

La notizia della scoperta della cura era arrivata dalla tv cinese Cgtn, e raccontava di un team di ricercatori guidati dalla scienziata Li Lanjuan della Zhejiang Univerity, che avrebbe spiegato di avere due farmaci efficaci contro il virus. I test preliminari, effettuati dal team avrebbero dimostrato che i farmaci (Abidol e Darunavir), possono effettivamente inibire il virus.

Attraverso il sito web del Wuhan Institute of Virology, che fa capo all’Accademia Cinese delle Scienze, il team di ricercatori inq uestione ha fatto sapere che «I i risultati sono stati consegnati alle autorità pertinenti a livello nazionale e richiedono verifiche cliniche».

Il parere del farmacologo Garattini

In merito alla questione si è inoltre espresso il farmacologo, fondatore e presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs, Silvio Garattini, che ha dichiarato :"Lo studio sull’anti-malarico clorochina è molto interessante. Il problema è che occorrono degli studi sull’animale prima di passare dalle sperimentazioni in vitro alla pratica clinica. I ricercatori cinesi - continua - stanno esaminando una serie di molecole esistenti, dagli antiretrovirali all’anti-malaria, e questa è la via logica da seguire per avere delle terapie in tempi brevi: si parte da farmaci con un meccanismo d’azione noto per valutarne l’efficacia contro un nuovo microrganismo.

Il fatto è che la sperimentazione sull’uomo - spiega ancora Garattini - non è proprio semplice, a meno di non farla su grandi numeri: per la maggior parte, infatti, i pazienti affetti dal nuovo coronavirus guarirebbero comunque. Dunque è complesso valutare la reale efficacia di potenziali terapie i studi su piccoli numeri di pazienti. E’ molto importante – conclude - la base di conoscenze che arrivano dalla sperimentazione animale, e certo in alcuni Paesi questo tipo di sperimentazione è più snella e permette di mettere in piedi ricerche in tempo brevi".