Autore: B.A

18
Mar 2020

Coronavirus: come funziona il congedo 15 giorni per figli sino a 16

Dalla retribuzione alle condizioni di fruizione, tutto quello che c’è da sapere.

Il decreto legge varato dal Governo, l’ormai famoso DL n.18 del 17 marzo 2020, ha prodotto numerose misure di aiuto a famiglie, imprese e lavoratori. Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale, che per l’occasione è uscita con una edizione straordinaria. Tra me misure di sostegno economico per le famiglie, le imprese ed i lavoratori, inportante è senza dubbio il congedo parentale. Una misura di aiuto a quei lavoratori che hanno pure da accudire i figli a casa.

Congedo parentale

Come detto, il decreto ha previsto per i lavoratori privati e pubblici, un congedo parentale di 15 giorni.
Il decreto legge prevede questo congedo non superiore a 15 giorni per i figli di età non superiore a 12 anni ed i 15 giorni vanno intesi per famiglia, cioè se ne hanno diritto entrambi i genitori, va preso alternativamente.

Come può essere fruito

Il congedo può essere fruito sia di continuo che frazionato. In pratica, si può percepire per 15 giorni di seguito oppure a gruppi di pochi giorni e per più volte in base alle proprie esigenze. Può essere fruito anche per figli tra 12 e 16 anni, ma cambia l’aspetto economico.

Requisiti per il congedo parentale

Per poter rientrare nella misura occorre che in famiglia non vi sia un altro genitore che fruisce di altri strumenti di sostegno reddituale legati alla perdita o alla sospensione del rapporto di lavoro.
Inoltre, è necessario che non vi sia altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Quanto si percepisce di stipendio?

Se i figli hanno una età non superiore a 12 anni, i giorni di congedo vengono remunerati in misura pari al 50% della retribuzione. Se invece i figli sono di età compresa tra i 12 e i 16 anni, i giorni di congedo non sono retribuiti. Camvia tutto anche a livello di contribuzione previdenziale, perché per chi ha figli fino a 12 anni di età, i giorni di congedo sono coperti da contribuzione figurativa, mentre per figli di età tra i 12 e i 16 anni, non c’è alcuna contribuzione, nemmeno figurativa.

Voucher baby sitter fino a 1.000 euro

Naturalmente il congedo parentale è alternativo al bonus baby sitter. Il lavoratore con figli minori può scegliere “il bonus per l’acquisto di servizi di baby sitting per 600 euro”. Per ottenere il bonus occorre presentare la domanda all’Inps. Il bonus dovrebbe venire erogati tramite il libretto famiglia. Infatti la misura si chiama voucher baby sitter. Il voucher compete ai genitori con figli fino al 12 anni, in alternativa al congedo parentale. Il voucher sarà di 600 euro, ma può aumentare fino a mille euro per gli operatori sanitari, quelli cioè che lavorano negli ospedali e che sono medici, infermieri, tecnici sanitari, operatori socio sanitari e ricercatori.