Autore: Pasquale De Marte

Coronavirus

Coronavirus, bolle tra paesi e certificato vaccinale: le ipotesi di Nabarro (Oms) per gli spostamenti

David Nabarro, inviato speciale dell’Oms, per la pandemia Covid-19 ha delineato gli scenari per il futuro, parlando anche di varianti.

È passato quasi un anno da quando il coronavirus ha iniziato ad essere un vero e proprio incubo per l’Italia, e poi anche per il mondo interno. E, dopo così tanto tempo, c’è ancora un dibattito aperto sulla possibilità che possa servire un nuovo lockdown.

Segno tangibile del fatto che, al momento, la via d’uscita definitiva richiederà ancora un percorso da fare prima di essere raggiunta. Quello che passa per una veloce ed efficace campagna di vaccinazione e anche dalla capacità di circoscrivere eventuali varianti pericolose.

Passaporto o certificato vaccinale: l’ipotesi arriva da una fonte Oms

Ma come sarà il futuro prossimo? Come si potrà ricercare un po’ di normalità nei prossimi mesi? Una possibile risposta arriva dalle parole di David Nabarro, inviato speciale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Le sue dichiarazioni sono state, rilasciate a Sky News, sono state riprese da diversi organi di informazione: tra cui il The Guardian e l’Adnkronos. Nabarro si è detto «assolutamente certo» che nei prossimi mesi ci sarà «molto movimento».

Motivo per il quale ha lasciato intendere che sarebbe «senza dubbio importante» la presenza di una sorta di "certificato vaccinale". Questo avrebbe la funzione di agevolare gli spostamenti.

Coronavirus: ipotesi ’bolle’ geografiche?

Nabarro ha, inoltre, lasciato intendere che il futuro prossimo potrebbe essere caratterizzato da vere e proprie bolle tese a coinvolgere paesi che abbiano gli stessi standard di restrizioni finalizzati a contenere il coronavirus, ma anche gli stessi livelli di vaccinazione.

Questo potrebbe garantire un migliore controllo sulle varianti, spettro che non è un mistero aleggi sul mondo. Secondo l’esponente dell’Oms «saranno con noi nel prossimo futuro». «Perché - ha precisato - anche quando vengono vaccinate proporzioni molto più elevate della popolazione, ci saranno ancora questi momenti preoccupanti in cui forse apparirà una versione del virus che può superare le difese fornite dal vaccino».

Vaccino coronavirus e varianti: cosa c’è da sapere

Uno scenario che, però, almeno stando a quanto riportano gli scienziati non deve allarmare. I nuovi vaccini presentano una tecnologia tale da poter essere tarati nuovamente in pochi mesi e questo, di fatto, potrebbe consentire di avere un vaccino adeguato alle varianti in tempi ristretti rispetto alla prima volta.

Qualora emergesse una variante resistente la scienza avrebbe, dunque, armi con cui rispondere. E lo scenario di una vaccinazione da ripetere negli anni, come accade per l’influenza, è un’ipotesi già avanzata da alcuni scienziati.

Lo scorso 11 febbraio, non a caso, Silvio Garattini, presidente dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Ircss, si esprimeva in tal senso. «Dobbiamo - aveva detto all’Adnkronos - essere preparati all’ipotesi che ci sia bisogno di fare i vaccini anti-Covid ogni anno, come accade per l’influenza».

«Anche se - aggiungeva - non abbiamo dati precisi sul fatto che le varianti del virus riescano ad a eludere l’efficacia della vaccinazione, ma abbiamo avuto un primo esempio con la variante cosìdetta sudafricana che non è sensibile al vaccino AstraZeneca».

Tuttavia, oggi la necessità primaria è completare la vaccinazione in atto, magari riuscendo a circoscrivere il più possibile eventuali nuove varianti Leggi anche: Palù lancia l’allarme: «No a riaperture: servono altri due mesi di sacrifici»