Autore: B.A

Coronavirus

16
Mar 2020

Coronavirus, anche gli USA in emergenza, chiudono attività non indispensabili, ecco dove

Il coronavirus sbarca in America e anche negli USA si adottano linee drastiche.

Per giorni e settimane il Presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump sembrava voler buttare acqua sul fuoco, tranquillizzare i suoi cittadini smorzando i toni e minimizzando il pericolo del Covid-19, la pericolosa polmonite che sta mettendo in ginocchio l’Europa, dopo aver fatto lo stesso con la Cina. Una epidemia globale, o meglio, una pandemia, come è stata da qualche giorno classificata questa terribile malattia, non poteva non arrivare in America e adesso anche negli States si fanno i conti con contagi e vittime.

Trump probabilmente ha cercato di sedare il panico, di non far piombare nella psicosi la sua popolazione, ma adesso anche negli USA si prendono misure drastiche e draconiane per contrastare l’epidemia. Misure all’Italiana maniera, come se il nostro paese avesse fatto da esempio o da apripista a soluzioni difficili da far digerire ai cittadini, ma assolutamente necessarie.

Parla il Vice di Trump, Mike Pence

ll vicepresidente degli Stati Uniti d’America, Mike Pence annuncia una stretta a livello statale per contrastare il coronavirus, e sarà una stretta che prenderà il via nelle prossime ore. Ormai anche gli USA sono in emergenza, tanto è vero che ormai sono molti gli Stati Usa che hanno adottato misure drastiche per limitare il contagio. Misure draconiane abbiamo detto, che condizioneranno pesantemente anche le presidenziali e la campagna elettorale che ormai entra nel vivo.

Zero comizi, zero manifestazioni ed una campagna elettorale che si sposta sui canali social e sul web. Il New York Time titolava proprio con un eloquente: “Finisce la campagna per le presidenziali, adesso parte la campagna coronavirus”. Joe Biden e Bernie Sanders, i due candidati alla presidenza, dovranno cambiare metodo di campagna elettorale.

Gli USA avevano già sensibilmente ridotto i voli e gli ingressi in territorio americano prima ai cinesi e poi agli europei. Ma non è servito per eliminare del tutto il pericolo di far entrare in suolo americano il coronavirus. Oltre 3.400 casi di contagi già accertati e oltre 60 morti dicono che anche negli USA la malattia è ormai in diffusione. Ipotizzare un aumento dei casi nelle prossime ore non è poi così azzardato.

Le misure da New York a Las Vegas

E come dicevamo, iniziano le misure ristrettive in vari Stati USA, misure interne necessarie per contenere la possibilità che il coronavirus continui a circolare ed a passare da uomo a uomo. A New York, nella grande mela, sono state chiuse le scuole, i bar, i teatri, i cinema ed i locali notturni. Solo cibo da asporto, come succede ormai da giorni in Italia. E le stesse misure sono state adottate anche nella costa opposta, a Los Angeles. In pratica, nulla cambia, dalla East Coast alla West Coast. Addirittura, per due settimane chiude anche Las Vegas, la città simbolo del gioco, della vita e del divertimento, con migliaia di casinò e locali, chiude i battenti.

Due settimane di stop a Las Vegas, luci spente nella città simbolo delle luci. Trump ha già dichiarato lo stato d’emergenza con un piano da 50 miliardi di dollari e con acquisto di petrolio per poter aumentare le riserve. In pratica, misure stringenti e soluzioni economiche per il contenimento del coronavirus e per salvaguardare l’economia, arrivano anche da oltre Oceano, segno questo che siamo di fronte ad una malattia, un virus ed una pandemia che non ha confini.