Autore: Luigi Crescentini

Unione Europea - Coronavirus

Coronavirus, UE pronta ad avviare indagine internazionale per far luce su origini pandemia Covid-19

Gli Stati Uniti hanno accusato la Cina di essere la responsabile della creazione del virus in un laboratorio di Wuhan

L’Unione Europea è pronta ad intraprendere un’indagine internazionale per far luce sulle origini della pandemia da Covid-19. I governi dei Ventisette, guidati dall’Alto rappresentante Joseph Borrell, stanno elaborando uno scritto di risoluzione che verrà presentato il 18 maggio a Ginevra per l’Assemblea mondiale della sanità, l’organo principale per le decisioni dell’Oms. Dopo gli Usa, che hanno accusato la Cina di essere stata responsabile della creazione del virus in un laboratorio di Wuhan, quella europea è una sfida diplomatica più complessa, mirata a mantenere i legami intercontinentali ma allo stesso tempo tende a sminuire l’attacco accusatorio di Washington verso Pechino.

La Cina viene considerata dall’Ue una delle maggiori competitor commerciali con la quale però è necessario trattare. In breve, l’Europa cerca di interporsi como polo indipendente tra due grandi potenze mondiali senza, però, essere stritolata dai loro attriti ed avere ripercussioni a livello economico. In questo momento a Bruxelles preferiscono non «lucrare» sull’ipotesi del virus creato in un laboratorio, ipotesi messa a punto da Trump e Pompeo. Infatti Borrell, nel fine settimana, ha dichiarato: «Bisogna sempre prendere con le pinze le affermazioni di Trump, fino a qualche giorno fa ci ha proposto di bere dell’antisettico contro il coronavirus».

D’altronde anche gli europei vogliono dei chiarimenti riguardo le origini del contagio e in occasione dell’Assemblea di Ginevra, vogliono negoziare a patti con i partner internazionali affinchè venga chiesta una commissione indipendente per avere, quanto prima, un riferimento dall’Oms sull’esito della sua inchiesta. Si cerca di adottare delle espressioni che non urtino più del dovuto la Cina e placano al contempo gli Usa, finora impegnati sulla più lacerante richiesta di «un’immediata ispezione».

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Coronavirus, divergenze all’interno dell’Eu sulle accuse contro la Cina: Francia appoggia le critiche, Germania aperta alle trattative

La posizione europea è affiancata anche dal Regno Unito, che ha sostenuto la critica sulla gestione della crisi cinese ma non ha appoggiato l’ipotesi sulla creazione artificiale del virus in un laboratorio, nonostante parte dell’intelligence insista per una linea più dura che accontenti anche Trump, infuriato con i britannici, dopo l’intesa per il 5G di Huawei. Anche a livello intercontinentale si percepiscono diversi orientamenti: la Francia è a favore delle critiche contro la Cina, la Via della Seta invece ha una posizione più neutrale mentre l’Italia, al momento è più concentrata sulle divergenze interne tra Pd e M5S. La Germania è al centro: in primis vuole tutelare l’economia e continuare a fare business, ma è aperta alle trattative, nonostante la mancanza di reciprocità da parte della Cina.

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Tensione tra Washington e Pechino: crollano le borse europee

L’Unione Europea, in conclusione, cerca una soluzione in grado di mantenere l’equilibrio, evitando così ritorsioni da parte degli Stati Uniti, ritorsioni in grado di colpire economicamente l’Europa. L’anno 2020 doveva essere l’anno del patteggiamento Ue-Cina sulla reciprocità degli investimenti, un punto fondamentale per l’economia europea, ma la trattativa prevista per il 31 marzo è saltata a causa dell’emergenza coronavirus, ora si pensa a quella di Lipsia per il mese di settembre. Anche se in realtà, sarà molto improbabile scendere a patti a causa del tempo perso. Una prospettiva positiva per i cinesi, pronti a sfruttare l’occasione per evitare un accordo più vantaggioso per l’Europa. Da parte loro comunque, ieri i media della Repubblica popolare hanno definito «pazze» le ipotesi di Trump e Pompeo. Nel frattempo, nello scontro tra Washington e Pechino, crollano le borse europee e Milano chiude con un passivo del 3,7%.