Coprifuoco: fino a quando e perché? Sileri fa chiarezza

Il sottosegretario del Ministero della Salute è intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus nella trasmissione L’Italia s’è desta

Il coprifuoco sarà in vigore fino al 31 luglio? La risposta potrebbe essere «No» o meglio «non per forza» o «ragionevolmente no». La notizia che il divieto di circolazione notturno potesse in qualche modo essere prolungato fino alle porte di agosto aveva generato un certo allarmismo.

A fare da bussola al governo saranno i numeri. L’azione delle residue restrizioni, che ci saranno ancora dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto del governo Draghi, e la progressione della vaccinazione giocheranno a favore della caduta di molte delle misure di contenimento ancora esistenti.

Coprifuoco fino 31 luglio? Non sarà così

Un’azione combinata che si auspica possa al più presto portare il governo a discutere la possibilità di allentamenti. A fare chiarezza su quella che sarà la strategia è una voce che proviene direttamente dal governo: quella del sottosegretario del Ministero della Salute Pierpaolo Sileri, intervenuto ai microfoni de L’Italia s’è desta su Radio Cusano Campus.

«I numeri - ha evidenziato - ci consentono alcune riaperture ed una scaletta di riaperture. Serve prudenza. Significa sicurezza, significa poter controllare ulteriormente i numeri: la progressione della vaccinazione e la circolazione del virus. Ma più della circolazione, l’impegno del servizio sanitario nazionale in termini di posti letto occupati. E spero in qualche giorno di vedere un calo del numero dei decessi».

L’auspicio è che l’avanzare della percentuale di immunizzati, soprattutto tra i soggetti più fragili, possa sgravare in maniera significativa l’impegno delle strutture sanitarie scongiurando potenziali pericoli di sovraccarico.

Nel momento in cui il trend di miglioramento della situazione dovesse consolidarsi molto potrebbe essere ridiscusso. «È probabile, è possibile, è auspicabile - ha chiarito Sileri - che ciò che viene deciso oggi, possa essere rivisto a qualche settimana da oggi grazie al notevole miglioramento dei numeri. È la base di certezza quella che abbiamo oggi che può essere migliorata in senso riduttivo come restrizioni, quindi maggiore libertà, andando avanti».

Ed effettivamente è già accaduto con il decreto che era in vigore dal 7 aprile e che sarebbe andato in scadenza il 30. Il governo, sulla base dei numeri, ha scelto di anticipare al 26 l’entrata in vigore di norme meno rigide. Oggi c’è il ragionevole auspicio che il coprifuoco possa persino essere abolito ben prima del 31 luglio.

«L’importante - ha chiarito Sileri - è non richiudere. Siccome non richiuderemo grazie alla progressione della vaccinazione, si parte con questo e vedremo le prossime settimane se si riesce migliorare ulteriormente».

Coprifuoco fino a quando?

Il coprifuoco è una delle misure di contenimento che maggiormente impatta sulla vita degli italiani. Chiarito che l’avanzare delle vaccinazioni potrebbe e dovrebbe scongiurarne la prosecuzione per la stagione estiva, il sottosegretario ha ulteriormente approfondito il discorso.

«Si parte - ha dichiarato - dalle 10 come coprifuoco. E questo non toglie che magari a qualche settimana da oggi questo potrà essere migliorato. Nel senso di maggiore libertà, però si parte con questo. È un rischio che possiamo gestire, si osservano i numeri e si fa un ulteriore passo in avanti. L’importante è che non si facciano più passi indietro».

A cosa serve il coprifuoco?

L’idea di un divieto di circolazione che continua a partire alle 22 con la riapertura dei ristoranti a sera all’aperto non ha convinto tutti. Sul perché ad oggi si preferisca non prorogarlo quantomeno alle 23, Sileri ha spiegato: «Possibilità di maggiore controlli per il rispetto delle regole e soprattutto con l’osservazione di ciò che è accaduto in alcuni paesi». Su quest’ultimo punto il riferimento è andato alla «circolazione del contagio tra la popolazione più attiva e circolante».