Coprifuoco alle 22: fino a quando durerà?

Coprifuoco alle 22: fino a quando durerà?

Il nuovo decreto continua a mantenere il divieto di circolare dalle 22 alle 5, ma c’è una direzione chiara che viene indicata in un’intervista a Repubblica anche dal coordinatore del Cts, il professor Franco Locatelli.

Nel nuovo decreto, in vigore dal 26 aprile, resta il coprifuoco alle 22. Non si può cioè circolare senza comprovati motivi di lavoro, salute o necessità dalle dieci della sera fino alla cinque del mattino. Una scelta finalizzata a limitare la circolazione e che non è vista da buon occhio anche da alcune forze politiche.

Coprifuoco alle 22: resta anche in zona gialla

L’apertura dei ristoranti di sera, quantomeno all’aperto e in zona gialla, aveva lasciato immaginare che potesse quantomeno essere disposta una proroga. Poter cenare fuori e avere l’obbligo di essere a casa alle 22 apparivano, infatti, facoltà e regole non semplici da far coesistere in base alle abitudini.

Aveva, inoltre, fatto rumore la notizia secondo cui il divieto di circolazione notturno potesse valere fino al 31 luglio. Ragionevolmente e auspicabilmente non sarà così, alla luce del fatto che il modus operandi governativo sarà determinato dall’evoluzione dei numeri.

Più la situazione epidemiologica sarà sotto controllo, più si arriverà a misure di allentamento. I parametri che disporranno la direzione restano essenzialmente tre: il numero dei contagi quotidiani, ma soprattutto la progressione della campagna vaccinale e il numero degli ospedalizzati.

E più la percentuale di immunizzati, soprattutto tra le categorie fragili, crescerà, meno ci sarà pressione sul sistema sanitario nazionale. Senza dimenticare, inoltre, che si considera l’effetto della bella stagione un fattore rilevante, anche per il solo fatto che cambiano le abitudini dei cittadini e si sta molto meno al chiuso.

Franco Locatelli (Cts) sul coprifuoco: «Strategia prudenziale»

Il coprifuoco, dunque, potrebbe e dovrebbe avere durata limitata. Ma quanti si chiedono come mai esista la misura trovano risposta nelle parole rilasciate in un’intervista a Repubblica (edizione 24 aprile 2021) da parte del professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico.

«Fissare - ha spiegato - un’ora di restrizione di movimento è una strategia prudenziale per mantenere una situazione di controllo dei contatti sociali che possono avvenire la sera ed essere connotati da un particolare profilo di rischio. Poi la decisione del governo potrà essere rivalutata nelle prossime settimane alla luce dell’evoluzione del quadro epidemiologico».

Parole, quelle di Locatelli, che confermano in qualche modo il fatto che il coprifuoco venga introdotto per limitare la mobilità che nelle ore serali potrebbe favorire le occasioni per dei contatti a rischio.

Coprifuoco, fino a quando durerà?

Allo stesso modo c’è un’ulteriore indicazione rispetto al fatto che l’evoluzione della situazione potrebbe presto quantomeno portare ad un inizio posticipato del divieto di circolazione. Parole che, tra l’altro, fanno eco a quelle rilasciate qualche giorno fa da Pierpaolo Sileri, sottosegretario del Ministero della Salute.

«Si parte - aveva dichiarato a Radio Cusano Campus nel corso de L’Italia s’è desta - dalle 10 come coprifuoco. E questo non toglie che magari a qualche settimana da oggi questo potrà essere migliorato. Nel senso di maggiore libertà, però si parte con questo. È un rischio che possiamo gestire, si osservano i numeri e si fa un ulteriore passo in avanti. L’importante è che non si facciano più passi indietro».

Quanto durerà perciò il coprifuoco? C’è da sperare il meno possibile, confidando che la situazione generale epidemiologica possa, ad esempio, portare almeno ad uno slittamento dell’inizio entro poche settimane.