Controlli zona rossa e arancione, Lamorgese: «Capillari, ma dipende soprattutto da comportamenti individuali»

Controlli zona rossa e arancione, Lamorgese: «Capillari, ma dipende soprattutto da comportamenti individuali»

Da lunedì 15 marzo l’Italia sarà quasi interamente rossa e arancione, tante limitazioni da far rispettare

Da lunedì 15 marzo gran parte dell’Italia si troverà in zona rossa. Il resto, Sardegna esclusa, sarà in zona arancione. Questo si traduce nel fatto che ci saranno nuove limitazioni da rispettare, sia a livello di chiusure delle attività che soprattutto di mobilità.

Zona arancione e rossa, spostamenti limitati

In zona arancione, come è noto, non è consentito uscire dal proprio comune se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità. A meno che non si viva in comuni con meno di 5000 abitanti, in quel caso ci si può spostare verso altre zone nel raggio di 30 chilometri e, soprattutto, senza raggiungere il capoluogo di provincia.

Attività come bar e ristoranti possono operare unicamente con asporto e consegna a domicilio (anche in rosso in realtà). Per alcuni codici Ateco, inoltre, è vietato l’asporto oltre le 18 (volendo trovare una definizione grossolana, si potrebbero individuare come i bar senza cucina). Nulla di nuovo, tenuto conto che la norma era già prevista.

Zona rossa, limitazioni ancora più stringenti dell’arancione

In zona rossa, invece, non si può uscire di casa senza averne motivo. Saranno aperti unicamente i negozi di prima necessità come ad esempio quelli di generi alimentari e altri inseriti nella lista. Solo un componente delle famiglia alla volta potrà recarsi presso le attività aperte. Sarà consentito fare un passeggiata, ma solo nei dintorni di casa. Si può fare attività sportiva all’aperto, ma solo in forma individuale. In zona rossa serve praticamente sempre l’autocertificazione.

E non bisogna dimenticare che sia in zona rosa che in zona arancione c’è il coprifuoco, ossia il divieto di circolare dalle 5 alle 22. Le regole sono davvero tante. La loro funzione è limitare il più possibile i contatti interumani e la mobilità. Due fattori che influenzano in maniera negativa la diffusione del contagio. Toccherà, dunque, agli uomini delle forze dell’Ordine scendere in campo per garantire il rispetto delle norme e la tutela della salute pubblica collettiva.

Italia in zona rossa e arancioni, controlli ci saranno

In un’intervista rilasciata a La Stampa ha parlato il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese. «Purtroppo - ha evidenziato - a causa della crescita dei contagi, gli italiani sono chiamati ad altri sacrifici dopo un anno di forti limitazioni non facile per le famiglie e le imprese».

«Come sempre, le forze di polizia, i militari e le polizie locali - ha evidenziato il ministro - faranno la loro parte per svolgere controlli capillari sul territorio. Ma un effettivo rispetto delle regole, che in questo contsto è finalizzato alla tutela della salute di tutti i cittadini, dipende soprattutto dai comportamenti individuali e dal senso civico che ci deve legare come comunità nazionale».

E già nel weekend ci sarà il gravoso impegno di tenere sotto controllo situazioni che potrebbero diventare a rischio assembramenti alla vigilia della serrata prevista, come è noto, a partire da lunedì 15 marzo per effetto delle ordinanze del Ministero della Sanità che porteranno l’Italia totalmente in arancione e in rosso.