Autore: Giacomo Mazzarella

Lavoro

Contributi a fondo perduto per aprire attività al Sud, potenziati gli incentivi

La misura conosciuta come «Resto al Sud» diventa ancora più favorevole.

Il Decreto Rilancio dopo la sua conversione in legge ha tra i tanti articoli uno che riguarda la misura che agevola con contributi a fondo perduto gli interessati ad aprire attività nel Mezzogiorno. Si tratta dello strumento meglio conosciuto con il nome di “Resto al Sud”, che con il decreto Rilancio esce potenziato.

In pratica, nel decreto c’è il potenziamento delle quote e delle cifre del contributo a fondo perduto destinato tanto a imprese che a professioni, tutti anche se svolti in forma individuale. Incentivare l’avvio di nuove attività al Sud ed evitare lo spopolamento delle zone più svantaggiate del territorio italiano, questo l’obbiettivo della misura che adesso diventa più favorevole per gli interessati.

Resto al Sud, cos’è e come funziona

Quindi esce rafforzata e ancora più allettante la misura “Resto al Sud”, strumento che incentiva le attività in proprio nelle zone del Mezzogiorno, che vale sia per la creazione da zero di nuove attività, che per lo sviluppo di nuove attività, sia di impresa che professionali. Con le nuove indicazioni emerse nel decreto Rilancio, va sottolineato l’aumento del contributo a fondo perduto concesso agli interessati.

Sale a 60mila euro il contributo a fondo perduto destinato a chi vuole aprire una impresa in forma individuale. Un aumento di diecimila euro, questo il ritocco alla misura introdotto dal decreto Rilancio. Infatti il precedente tetto era fermo a 50mila euro. Nulla cambia per il contributo a fondo perduto per chi ha intenzione di avviare attività in forma societaria, con 50mila euro per ciascun socio fino al tetto massimo di 200mila euro per società composte da 4 o più soci.

LEGGI ANCHE: Autonomi, professionisti e partite Iva: verso stop ad acconti e saldi dal 2021

Salgono le quote sulle spese ammissibili

Ma non c’è solo questa novità, perché sale anche la percentuale del contributo a fondo perduto ricavabile dalle cosiddette spese ammissibili che sale dal 35 al 50% delle stesse spese. Questa variazione ha l’inevitabile effetto di ridurre dal 65 al 50% la quota di prestito prevista. Si tratta del prestito mediante finanziamento bancario garantito dal Fondo di Garanzia per le Piccole e medie imprese. In altri termini adesso la misura prevede il 50% in forma di contributi a fondo perduto ed il 50% in forma di prestito agevolato.

Altra novità che riguarda Resto al Sud è la creazione di un contributo aggiuntivo da erogare ai beneficiari una volta che hanno completato il loro progetto. Si tratta in questo caso di una somma aggiuntiva pari a 15mila euro da erogare alle ditte individuali e le attività professionali svolte in forma individuale.

Il surplus scende a 10mila euro invece, per il completamento del progetto per chi lo avvia in forma societaria. Le novità sono ormai eseguibili e si applicano a coloro i quali presentano domanda dopo il 19 luglio 2020, cioè a decreto Rilancio completato e convertito in legge. Per chi ha presentato istanza precedentemente tale data, restano vigenti le precedenti condizioni e i precedenti importi e vincoli.