Autore: Pasquale De Marte

Governo

Conte ter: nuovi ministri in rampa di lancio? Altri chiamati a fargli posto

Mattarella, dopo le consultazioni, sarà chiamato ad individuare una nuova maggioranza, a quel punto il premier dimissionario potrebbe essere chiamato a formare un nuovo governo.

Conte ter, la strada è in salita? Forse, ma in questo momento è l’ipotesi attorno a cui si annidano previsioni e dibattiti politici. In quello che è un gioco, per certi casi ascrivibile alla fantapolitica, questo è il momento in cui ognuno delinea scenari in cui c’è un puzzle da comporre.

Un mosaico che spesso ha per tasselli le assegnazioni dei ministeri (a persone e partiti) e che oggi diventa oggetto di previsioni. Una tra queste è quella che vede proprio l’attuale presidente del Consiglio possibile punto chiave di un nuovo equilibrio.

Conte ter: cosa significa e perché l’ipotesi è credibile

Qual è il significato di Conte ter? La domanda può apparire banale di fronte a navigati osservatori e appassionati di politica, ma la risposta non è ovvia per chi segue solo distrattamente le vicende governative. E magari ora punta a capire in che direzione vada il Paese. Conte ter (dal latino “tre)” significa che all’orizzonte potrebbe profilarsi un nuovo governo presieduto da colui il quale si è autodefinito “avvocato del popolo”.

Cosa serve per un Conte ter? Una nuova maggioranza. Ossia che in Parlamento e alla Camera si abbiano i numeri per governare e dunque per individuare una strategia condivisa che, di volta in volta, farà si che il governo abbia i numeri per approvazioni e proseguire nel percorso tracciato a livello politico.

Al momento, in linea di massima, sembrano esserci due strade per un Conte ter: l’individuazione di un gruppo di “responsabili o costruttori” che fuori dalle dinamiche di ogni partito sostengano un nuovo esecutivo o che Matteo Renzi e Italia Viva trovino una nuova intesa sulle linee programmatiche Conte, ma anche con Pd e Movimento 5 Stelle.

Governo Conte: il ruolo di Italia Viva dopo lo strappo

Comunque vadano le cose l’Italia avrà un nuovo governo. La maggioranza che, in teoria, potrebbe apparire più stabile al presidente della Repubblica potrebbe essere quella in cui si ricompone la coalizione Pd-M5S-Iv. E come potrebbe accadere ciò? Probabilmente con una ridefinizione dei ruoli che riconosca al partito guidato da Matteo Renzi la rilevanza di essere, in questo momento, ago della bilancia.

Occorre comunque precisare che, nelle ultime ore, sono arrivate indiscrezioni relative al fatto che Giuseppe Conte avrebbe messo in rilievo la non disponibilità ad operare solo con passi indietro finalizzati ad imbarcare nuovamente nel progetto Italia Viva, pur non ponendo alcun veto.

Così come dall’altro lato non è mai arrivata una voce ufficiale dove si è tracciata una linea di demarcazione atta a escludere l’attuale premier da un nuovo progetto governativo. Conte, inoltre, viene considerato la giusta sintesi tra Pd e M5s, in grado di tenere unite le anime di due partite che restano eterogenee.

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Conte: ter nuovi ministri

È presto per dire se, tra le mire di Italia Viva, ci sia la voglia di essere protagonisti avendo ministeri significativi rispetto alle strategie che dovrà adottare il Paese per ripartire. Anche perché Renzi ha detto che il suo partito non è interessato alle poltrone e, come detto, bisognerà capire fino a che punto nella trattativa finalizzata all’intesa possa esserci voglia di indietreggiare da parte della controparte.

Di certo c’è che, ad esempio, che alcuni ministri sono già considerati in bilico. I nomi li fa Repubblica. Cita il ministro dei Trasporti Paola De Micheli che potrebbe essere sostituita da Graziano Delrio.

Ci sarebbero discussioni attorno al ministro dell’Economia Roberto Gualtieri che, però, godrebbe del forte sostegno del Pd e che occupa un ruolo chiave nella gestione di quello che sarà il Recovery Fund. Non sarebbe salda la posizione del ministro della Scuola Lucia Azzolina e del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Tra i nomi che potrebbero entrare nella squadra governativa, secondo il quotidiano, ci sarebbero Andrea Orlando (vicesegretario Pd e possibile nuovo sottosegretario a Palazzo Chigi) e i renziani Maria Elena Boschi ed Ettore Rosato. Scenari che comunque, al momento, restano tutti ipotetici e che hanno come presupposto un dato non scontato, ossia un nuovo incarico a Giuseppe Conte.

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