Autore: Francesca Cavaleri

Agevolazioni fiscali

Comodato ad uso gratuito: cos’è e a cosa serve

Il comodato ad uso gratuito è un contratto molto utilizzato tra familiari, proprio perchè permette di godere di un determinato bene, secondo regole specifiche.

Il comodato ad uso gratuito è il contratto con il quale una parte cede ad un’altra, l’uso di un immobile, per un determinato periodo di tempo, con l’obbligo di restituzione delle chiavi alla scadenza del contratto. E’ un tipo di accordo molto libero, ma per la natura gratuita, spesso viene scelto in ambito familiare. Ad esempio, i genitori che concedono un appartamento ad un figlio. Questo è il caso più diffuso, ma come funziona?

Comodato ad uso gratuito: alcune caratteristiche

Non esiste una forma univoca per redigere un comodato d’uso gratuito. Una cosa è certa però, essendo gratuito, non è previsto alcun pagamento di canoni o simili. La forma che comunque, si consiglia è proprio, la redazione di un contratto in forma scritta. Al suo interno vanno indicate le parti coinvolte, con i loro dati anagrafici completi.

Un altro elemento fondamentale è la definizione della durata del contratto. Di solito, la durata più in uso è 10 anni. Sono però applicabili anche diverse scadenze, a seconda delle esigenze dei soggetti coinvolti. Durante il godimento del bene, il comodatario deve prendersene cura, secondo la diligenza del buon padre di famiglia. Al termine del contratto è obbligato alla restituzione.

Comodato ad uso gratuito: la registrazione del contratto

Il contratto stipulato in forma verbale (a voce), non ha alcun obbligo di registrazione. Cosa diversa in caso di forma scritta dell’accordo. In questo caso, le parti decidono volontariamente di registrare l’atto presso l[’Agenzia delle Entrate (codice tributo 1550)>https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/home]. Attraverso un normale F24 , si pagano €200,00 di tassa di registrazione. Questo è quanto previsto dal combinato disposto dell’articolo 5, comma 4, della Tariffa, parte I, allegata al DPR n. 131/86 e 8 del DPR n. 131/86.

Oltre alla fotocopia del pagamento, va presentato all’agenzia, il Modello 69 che raccoglie tutte le informazioni relative al bene oggetto di presentazione. Inoltre, tre copie del contratto di comodato d’uso gratuito, già firmato dalle parti. I documenti di carta di identità e tessera sanitaria delle parti coinvolte. Completa il tutto l’appposizione della marca da bollo di €16,00 per ogni 100 righe o 4 pagine.

Comodato ad uso gratuito: altre particolarità

La legge di stabilità del 2016 prevede che la base imponibile ai fini Imu e Tasi può essere ridotta del 50%, nel caso di comodato dal soggetto passivo ai parenti entro il primo grado. Le categorie catastali sono tutte ammesse, ad esclusione di A/1, A/8 e A/9. Il ricevente l’immobile deve utilizzare il bene come abitazione principale.

Il contratto a canone concordato è valido anche se l’uso è relativo ad un’attività professionale. Ad esempio, un genitore che dà un appartamento al figlio per creare il suo ufficio. I costi di gestione sono deducibili e scaricabili al fine della determinazione del reddito professionale.