Autore: Dario Marchetti

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Come scegliere il broker per il trading online

I fattori che dovrebbero guidare la scelta della piattaforma su cui operare

Il trading online è una passione sempre più forte per un gran numero di italiani. Sono ormai valutati in milioni i nostri connazionali che hanno deciso di rivolgersi a questa forma di investimento, preferendo rischiare qualcosa con la ragionevole speranza di un adeguato ritorno, piuttosto che attendere la progressiva perdita di valore dei risparmi depositati su un conto corrente bancario.

Va infatti rimarcato come ormai da anni, in particolare dall’avvio del cosiddetto Quantitative Easing della Banca Centrale Europea, i rendimenti proposti dalle banche siano sostanzialmente irrisori. La scelta che sempre più italiani decidono di abbracciare è proprio il trading online, ovvero quella particolare forma di investimento che fa leva sulla potenza del web, ove un gran numero di piattaforme propongono i loro servizi di intermediazione.

Va però ricordato come trattandosi di investimento finanziario, il trading online è un’attività ad elevato rischio. Soprattutto se lo si affronta alla stregua di un semplice gioco, pensando che in fondo a contare sia la fortuna. Non è assolutamente così, anzi, è esattamente il contrario. L’investimento in azioni, materie prime, derivati, criptovalute e altri asset giornalmente trattati nelle principali borse mondiali segue una logica spesso inesorabile. Non tenere conto di questo dato di fatto espone alla rapida perdita dei soldi investiti.

Il primo passo per guadagnare con il trading online: la scelta del broker

Il primo passo da mettere in preventivo per poter ricavare un profitto dal proprio investimento, è la scelta del broker, ovvero della piattaforma con cui condurre le proprie operazioni. Per capire meglio l’importanza di questo passo occorre ricordare il gran numero di truffe condotte dagli operatori che offrono servizi finanziari online nel corso degli ultimi anni.

Non solo prosciugando i conti incautamente aperti dagli aspiranti trader, ma anche utilizzando i fondi depositati per operazioni di altro genere, oppure ritardando all’infinito il rilascio dei soldi guadagnati dalla propria clientela. Una serie di comportamenti apertamente truffaldini o comunque scarsamente trasparenti che hanno spinto le varie autorità preposte al controllo dei mercati finanziari ad intervenire per porre rimedio ad una situazione chiaramente fuori controllo.

Una serie di atti i quali hanno coinvolto un gran numero di broker e spinto l’Unione Europea a varare la direttiva MiFID (Markets in Financial Instruments Directive), tesa a dare maggiore protezione agli investitori europei. Proprio in base ad essa gli operatori, per poter offrire i propri servizi nei Paesi aderenti, devono essere in possesso della regolare abilitazione concessa dalle varie autorità nazionali che presiedono al corretto svolgimento dei mercati finanziari. In Italia, ad esempio, è la Consob (Commissione nazionale per le società e la borsa) a svolgere questa fondamentale funzione.

Per poter essere sicuri di non essere truffati, gli aspiranti trader devono quindi come prima cosa verificare la sussistenza di questo requisito, sincerandosi che il broker con cui si pensa di investire rientri nella lista di quelli abilitati dalla Consob. Una volta fatta la prima scrematura, eliminando dal tavolo tutte le piattaforme non abilitate, occorre però prendere in considerazione altri fattori.

Come scegliere il broker: l’operatività

Il secondo aspetto da prendere in considerazione quando si sceglie un broker, è l’operatività ovvero il livello dei servizi che è in grado di garantire. Solitamente aspetti molto importanti per valutarne il livello sono:

  1. la lingua. Naturalmente per gli utenti italiani è molto importante che la piattaforma sia tradotta nella nostra lingua, in modo da non dover perdere tempo in una traduzione che potrebbe peraltro generare equivoci molto pericolosi;
  2. semplicità d’uso. Un ambiente intuitivo permette di orientarsi con maggiore facilità evitando di perdere magari qualche opportunità di trading a causa della difficoltà di navigazione;
  3. presenza di strumenti di analisi adeguati. L’analisi tecnica e quella fondamentale sono la strada migliore verso il guadagno, in quanto consentono di capire quali possano essere i trend in via di formazione e sfruttarli come base per le proprie operazioni;
  4. i profili di sicurezza della piattaforma, che possono essere desunti dai premi eventualmente collezionati nel corso dell’attività dal broker;
  5. il servizio di assistenza. Molto spesso sorgono problemi relativi alla disponibilità dei fondi sul proprio conto o ci possono essere problematiche di carattere tecnico che devono essere risolte nel più breve tempo possibile. Avere un servizio di alto livello è ormai considerato un vero e proprio tratto distintivo di cui un broker serio non può fare a meno.

Gli strumenti formativi

Altro fattore da valutare nella scelta della propria piattaforma è poi quello relativo alla formazione. Per poter avere ragionevoli possibilità di guadagno, il trader deve possedere una serie di nozioni di base e competenze. A fornirle sono gli stessi broker, con le loro scuole di formazione e una serie di strumenti come i webinar, le guide e i corsi online. Incombenza che gli operatori più affermati prendono con estrema serietà, dando vita a vere e proprie accademie. A spingerli è la constatazione che proprio dal successo degli utenti dipende in larghissima parte il proprio guadagno.

I costi

Non va poi ignorata, anzi, la questione legata ai costi, in quanto essa andrà ad incidere sul nostro eventuale guadagno. In pratica quelli legati al trading online sono due:

  • la commissione, ovvero il valore fisso che la piattaforma può applicare ad ogni singola operazione, indipendentemente dalla sua entità. Non è raro il caso di broker che prospettano ai propri clienti l’assenza di costi di commissione;
  • quelli nascosti, che sono i più insidiosi, in quanto magari legati ad operazioni indispensabili e che si ripetono spesso. Tra di essi, per ovvi motivi, uno dei più fastidiosi e pericolosi è quello legato al prelievo dei fondi dal proprio conto.

La versione demo

Come è ormai noto, i mercati finanziari sono caratterizzati da notevoli turbolenze, che rendono complicato riuscire a capire quale direzione stiano per intraprendere. Oscillazioni che possono a volte essere fortissime e verificarsi in archi di tempo molto brevi. Occorre quindi fare la conoscenza con le contrattazioni, in modo da riuscire a capire cosa ci possa attendere nel corso di una seduta.

Il modo migliore per farlo è rappresentato dalla cosiddetta versione demo, ovvero quella che va a simulare quanto accade sul segmento di mercato su cui si è deciso di puntare. In pratica il trader alle prime armi può dare vita ad operazioni in cui non sono impiegati soldi reali, saggiando lo stato di avanzamento delle sue competenze e la validità delle strategie che si intende adoperare. L’unica controindicazione, secondo gli esperti, è che questa modalità esclude un fattore come lo stress, considerato invece uno dei più forti in grado di influire sul successo delle operazioni.