Classifica università italiane: ecco quali sono gli atenei al top

Come ogni anno, il Censis propone la classifica università italiane, uno strumento di supporto nella delicata scelta del percorso post diploma.

Le università non passano mai di moda e, nonostante il preoccupante dato dell’abbandono scolastico in Italia, ogni anno sono in tanti i diplomati che intendono proseguire gli studi anche dopo le superiori.

Tra le motivazioni alla base della scelta, l’ambizione di migliorare il proprio status sociale e la volontà di svolgere il lavoro dei propri sogni, o comunque una professione vicina alle proprie inclinazioni ed attitudini.

Recentemente, è stata pubblicata la classifica università italiane e politecnici, come al solito stilata dal Censis, il noto istituto di ricerca socio-economica. Vediamo allora chi è nelle prime posizioni dell’ultima classifica annuale, per contribuire ad orientare i giovani verso una scelta consapevole.

Classifica università italiane: ecco chi sono le prime tre

In base ai dati più aggiornati del Censis - considerando i mega atenei statali - ossia quelli che contano più di 40mila iscritti, al vertice della classifica università italiane, c’è l’Università di Bologna, che si conferma al primo posto con un punteggio totale pari a 91,8. Segue non lontana, l’Università di Padova (88,7).

Il terzo e il quarto posto sono occupati da università che si sono scambiate la posizione: infatti, la Sapienza di Roma da quarta è ora sul gradino più basso del podio (punteggio pari a 85,5), mentre l’ateneo di Firenze perde una posizione, ed è ora ai piedi del podio, con un valore totale pari a a 85,0.

Segue al quinto posto della classifica università italiane Censis, la celebre Università di Pisa, con 84,8 punti, e al sesto l’Università di Torino , nota soprattutto per il rinomato Politecnico (82,8). Da notare che l’Università di Napoli Federico II è ultima tra i mega-atenei (73,5), preceduta anche dall’Università di Bari in penultima posizione (79,5).

Trend positivo delle iscrizioni nelle università italiane, nonostante la pandemia

Se in un primo tempo, il timore (giustificato) era quello di assistere ad una contrazione del numero delle nuove iscrizioni, a causa dell’accoppiata pandemia-lockdown, vi è da rimarcare che - a conti fatti - la contrazione nell’anno accademico 2020-2021 non è stata registrata. Ciò anche e soprattutto in virtù delle misure eccezionali di sostegno del diritto allo studio approvate dalle autorità.

Anzi è successo l’esatto opposto: grazie all’aggiornata classifica università italiane, si può notare l’aumento pari al 4,4% degli immatricolati, che di fatto conferma l’andamento positivo, già presente ormai da ben 7 anni. Considerata la popolazione diciannovenne, il tasso di immatricolazione ha toccato quota 56,8%. Più nel dettaglio, lo scorso anno, a fronte di un tasso di immatricolazione dei ragazzi corrispondente al 48,5%, quello delle ragazze è stato del 65,7%, confermando la maggior propensione allo studio da parte di queste ultime.

Concludendo, la classifica università italiane certamente rappresenta una graduatoria capace di destare grande curiosità in moltissimi neo-maggiorenni, i quali devono scegliere quale percorso universitario svolgere. E questi dati sono assai utili, se pensiamo che l’istituto di ricerca Censis ha valutato la qualità del sistema universitario italiano in rapporto a fattori chiave come ad es. i servizi erogati, le borse di studio, l’occupabilità, le strutture disponibili e livello di internazionalizzazione.