Autore: Melina Forte

Programmi TV - Rai

20
Nov

Chi era Antonello Falqui, il padre del varietà televisivo

Vediamo chi era Antonello Falqui, nello specifico la vita e la carriera del padre del varietà televisivo, morto all’età di 94 anni.

Chi era Antonello Falqui? Antonello Falqui è riconosciuto da tutti come uno dei più grandi registi del varietà televisivo, basti citare solo alcuni programmi che ha regalato al grande pubblico come il Musichiere o Canzonissima.

Purtroppo, è venuto a mancare il 15 novembre scorso all’età di 94 anni. La sua dipartita è stata annunciata attraverso un simpatico messaggio sui social: «Sono partito per un lungo lungo lungo viaggio. Potete venire a salutarmi lunedì 18 novembre alle 11 alla chiesa di Sant’Eugenio a viale Belle Arti, a Roma».

In questi giorni molti vip l’hanno ricordato, da Fiorello a Raffaella Carrà, da Rita Pavone a Pippo Baudo. Ma andiamo a scoprire la vita e la carriera di Antonello Falqui.

Chi era Antonello Falqui: vita e carriera del padre del varietà televisivo

La vita di Antonello Falqui si svolge prevalentemente a Roma, dove nasce nel 1925. Suo padre è il critico letterario Enrico Falqui. A vent’anni si iscrive a giurisprudenza ma poi lascia per iscriversi al centro sperimentale per diventare regista: dal 1947 al 1949 frequenta il corso di regia di Luigi Chiarini.

La sua carriera incomincia nel 1950 come aiuto regista di Curzio Malaparte durante la lavorazione del film Cristo proibito. Nel 1952 approda alla Rai, nella sede di Milano, dove comincia con dei documentari.

Firma il suo primo successo con Il Musichiere, condotto da Mario Riva, andato in onda dal 1957 al 1960. Poi arrivano Canzonissima (1958, 1959, 1968, 1969), Studio Uno (1961, 1962-63, 1965 e 1966) e Milleluci nel 1974.

Falqui ha portato in tv tantissimi personaggi che poi sono diventate delle vere e proprie icone del panorama televisivo italiano come Mina, le gemelle Kessler, Walter Chiari, Ugo Tognazzi, Franca Valeri, Nino Manfredi, Bice Valori. Mentre come regista televisivo ha lavorato con nomi del calibro di Alberto Lupo e Gabriella Ferri, Gigi Proietti e Milva.

Considerato da tutti come il padre del varietà televisivo italiano, lo definiva come uno svago, un’evasione: “divertirsi e passare il tempo piacevolmente vedendo qualcosa di elegante”.