Autore: B.A

Chernobyl, tra coronavirus e radioattività, la situazione è grave

Gli incendi a Chernobyl sono stati domati, ma la radioattività adesso si accavalla al coronavirus.

Se in tutto il mondo la situazione è grave per via dell’emergenza sanitaria derivante dal Covid-19 che sta colpendo, chi più e chi meno tutti i continenti, ci sono posti dove una emergenza si accavalla ad un’altra. Parliamo della zona di confine tra Ucraina e Bielorussia, l’area dove c’è Chernobyl. Parliamo della zona dove si erge la vecchia centrale nucleare che causò il disastro nucleare del 1986. Dal 4 aprile questa zona è stata teatro di un altro incidente, stavolta un incendio che ha sprigionato una nube radioattiva che è arrivata anche nei cieli dell’Europa occidentale. Ed anche in quella zona di combatte contro il coronavirus. Come dicevamo, l’emergenza dell’emergenza.

La pioggia in aiuto dei vigili del fuoco

Grazie alla pioggia, da 10 giorni le autorità ucraine hanno dichiarato sedato l’incendio divampato il 4 aprile, pare di origine dolosa. L’incendio ha di fatto bruciato ettari di foresta rossa. Un disastro ambientale in una zona che sembra abbonata a disastri. L’incendio di origine dolosa si è purtroppo diffuso velocemente e per molti giorni i pompieri hanno cercato di domare le fiamme senza successo. Solo l’arrivo della pioggia è riuscito a dar man forte ai vigili del fuoco che adesso, per notizie che trapelano dall’Ucraina, hanno spento i focolai.

Il 15 aprile quindi, gli incendi vengono dichiarati sotto controllo dal governo ucraino, ma la nube sprigionata dall’incendio, è arrivata, carica di radioattività, fino all’Europa occidentale, Italia e Francia comprese. Come dicevamo, in fiamme la foresta rossa, una delle aree più contaminate del mondo, ecco perché la nube che si è alzata era particolarmente radioattiva. E questo ha prodotto l’ennesimo ingente colpo alla zona, soprattutto al turismo che in questa zona, come un po’ ovunque, era già messo in ginocchio dalle restrizioni imposte dal Covid-19.

Radioattività pericolosa?

Gli incendi hanno prodotto tonnellate di cenere radioattiva ed è proprio questa polvere che spinta dai venti, ha reso la nube radioattiva. La radioattività per via degli incendi, è arrivata in Europa, ma gli scienziati dicono che si tratta di livelli di radioattività non pericolosi. Il nuovo fallout radioattivo ha colpito duramente solo ha la popolazione locale che vive intorno alla zona di Chernobyl, cioè parte dell’Ucraina e della Bielorussia. Come riportano molte agenzia di stampa, una associazione che offre da tempo aiuti alle popolazioni, offrendo loro cibo non contaminato, ha voluto sollevare la problematica odierna in cui vivono queste popolazioni.

Si tratta della associazione Mondo in Cammino, con il suo Presidente Massimo Bonfatti, che spiega come: “le persone che vivono intorno alla zona di esclusione sono immunodepresse per la continua esposizione alla contaminazione dopo l’incidente di Chernobyl. Adesso gli incendi hanno causato un nuovo fallout di radioattività e anche di black carbon che inalato diventa molto tossico. In questa situazione di debolezza fisica intrinseca la popolazione deve affrontare l’epidemia di Covid-19, una combinazione di fattori che rischia di causare una vera e propria strage”.