Cerimonia per l’inaugurazione della targa a Ciampi, che rimane coperta per un errore di scrittura

La cerimonia per l’inaugurazione di una targa intitolata a Carlo Azeglio Ciampi è stata annullata perché il nome dell’ex Presidente della Repubblica è stato scritto incorrettamente.

Una cerimonia solenne, per ricordare una figura politica molto importante del secolo scorso, ha finito per assumere tratti quasi comici.

La cerimonia in onore di Ciampi

È successo questa mattina a Roma. Su decisione della giunta comunale, un largo del lungotevere Aventino è stato rinominato in onore di Carlo Azeglio Ciampi, economista e politico che (tra gli altri) ha ricoperto i ruoli di Premier e Presidente della Repubblica. Nato a Livorno nel 1920, ha trascorso gran parte della sua vita a Roma, dov’è deceduto nel settembre del 2016.

Proprio la Capitale ha voluto ricordarlo a quasi 5 anni dalla sua scomparsa con una targa celebrativa. Peccato che la persona incaricata di inciderne il nome sul marmo si sia dimenticato di una G e abbia scritto Carlo Azelio Ciampi.

Un errore oggettivamente grave che ha causato enorme imbarazzo tra i presenti. La cerimonia è stata rimandata ufficialmente perché “la targa era scheggiata” ma come ha potuto constatare chiunque guardando le foto sul web, il motivo era diverso: il cognome non era stato scritto correttamente.

Per rimediare all’errore, gli organizzatori dell’evento hanno coperto il marmo con un drappo giallo e rosso, i colori della città (e della squadra di calcio nata nel 1927 che ne prende il nome). Un drappo semi trasparente, tra l’altro, che ha coperto relativamente lo strafalcione.

Le reazioni

Alla cerimonia erano state convocate le tre cariche più alte dello Stato, ad eccezione del premier Mario Draghi. Sergio Mattarella, Maria Elisabetta Alberti Casellati e Roberto Fico erano presenti a dimostrazione dell’importanza dell’evento, così come la sindaca di Roma Virginia Raggi.

L’evento è stato annullato per un errore tanto piccolo quanto grave. Carlo Calenda, uno dei candidati a sindaco della Città Eterna, sui suoi profili social ha riassunto in poche parole quanto accaduto e come commento personale ha aggiunto due semplici parole: “Anche basta”.

Sul web anche tantissima gente comune ha fatto ironia sull’ennesimo episodio controverso capitato in città. Il clima è più acceso che mai perché anche nella Capitale, come in migliaia di comuni italiani piccoli e grandi, si andrà a votare questo autunno per le elezioni amministrative.