Censura Fedez, l’ex Premier Conte si schiera dalla parte del rapper

Censura Fedez, l'ex Premier Conte si schiera dalla parte del rapper

Il rapper ha ricevuto l’appoggio di numerosi esponenti della politica italiana, a partire dall’ex premier Giuseppe Conte

Dopo le denunce di censura sul palco del concertone del Primo Maggio e la pubblicazione della telefonata con i funzionari della Rai, Fedez ha raccolto il sostegno di numerosi esponenti della politica italiana.

Dopo Laura Boldrini, Luigi Di Maio ed Enrico Letta, anche l’ex premier Giuseppe Conte si è schierato dalla parte del rapper. Sui suoi account social, senza sprecare troppe parole, ha ribadito il suo sostegno nei confronti del cantante: «Io sto con Fedez, nessuna censura.»

Gli altri sostenitori di Fedez

Poco prima era stato un altro esponente del Movimento 5 Stelle a supportare Fedez nella sua denuncia: «Conosco Fedez da tempo, oltre ad essere un cantante di grande talento è una persona che in tutto quello che fa ci mette sempre il cuore» ha riferito Luigi Di Maio che ha ribadito che ogni artista dovrebbe avere la possibilità di esibirsi liberamente, esprimendo le proprie idee e mostrando la propria arte.

Il leader pentastellato ritiene che la musica sia qualcosa di profondo che molto spesso ci permette di capire e affrontare problematiche legate alle persone e alla nostra società. Per Di Maio, in un Paese democratico non si può accettare alcuna forma di censura. Bisogna, anzi, saper accettare le critiche e le idee diverse dalle nostre.

Il leader del PD, Enrico Letta, ospite su Radio 24, oltre a rendere pubblico il suo appoggio a Fedez, ha chiesto alla Rai un chiarimento repentino. Letta ha ringraziato il cantante per le sue parole, che lui stesso condivide in pieno.

L’esponente dem ha anche applaudito il cantante per aver rotto una sorta di pregiudizio che era venuto a crearsi nell’ultimo anno e mezzo, ovvero che non si può parlare di diritti perché siamo nel bel mezzo di una pandemia: «Occuparsi della Pandemia non vuol dire che non si possono fare battaglie per i diritti come ius soli e ddl Zan.»

Con il cantante si è schierato anche l’ex segretario del PD, attuale presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, che si è limitato a far notare che alla fin dei conti Fedez non ha fatto altro che ripetere frasi vergognose dette da esponenti della Lega: «Forse ora se ne vergognano, ma certo la soluzione non può essere la censura di un artista» punge l’esponente del Partito Democratico.

Zingaretti ha poi rinnovato il suo sostegno alla legge Zan: «Ci sono persone picchiate e offese solo per quello che sono. Dovrebbe essere naturale approvare una legge che le tuteli».

Il Ministro Orlando apre al cambiamento: «Alla Rai serve una nuova Governance»

Il Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, pur non ritenendola una censura in senso stretto, ha parlato di «vicenda grave». Parlando a Mezz’ora in più, il Ministro ha auspicato una fase di riflessione sulla Governance Rai, per far sì che le cose cambino.