Cedolare secca: il regime fiscale più scelto dagli italiani

Cedolare secca: il regime fiscale più scelto dagli italiani

La cedolare secca è un regime fiscale volontario, che prevede delle agevolazioni sia per i proprietari di immobili, che per gli inquilini che la scelgono. Le caratteristiche sono semplici, ma efficaci.

La cedolare secca è un regime fiscale che prevede il pagamento di un’imposta sostitutiva Irpef. Tale quota rappresenta un’imposta unica del 21% sul reddito proveniente dalla locazione di un immobile. La cedolare secca costituisce anche:

  • l’imposta di registro,
  • l’imposta di bollo;
  • le addizionali comunali e regionali Irpef.

La cedolare secca è stata istituita con il D.Lgs. n.23 del 14 marzo 2011. Riguarda, però le locazioni solo di immobili ad uso abitativo. A dire il vero, però, la legge di stabilità del 2019 (L.145/2018) aveva esteso il provvedimento anche agli immobili ad uso commerciale. L’opzione però non è diventata legge definitiva con la legge di bilancio 2020.

Cedolare secca: chi può sceglierla?

Il regime agevolato della cedolare secca può essere scelto solo dalle persone fisiche titolari del diritto di proprietà. Ma rientrano anche i titolari di diritti reali di godimento, come ad esempio l’usufrutto. Purchè, non lochino nell’esercizio di attività di impresa oppure arti e professioni.

Le stesse regole valgono anche per il conduttore. Infatti, il conduttore deve essere una persona fisica e non attività. Ma l’opzione può essere utilizzata, anche per le abitazioni, locate nei confronti di cooperative edilizie, per la locazione ad enti senza scopo di lucro. Tuttavia, gli immobili devono essere sublocati a studenti universitari e dati a disposizione dei comuni con rinuncia all’aggiornamento del canone ISTAT.

Cedolare secca: per quali immobili è prevista?

La cedolare secca può essere applicata a tutti gli immobili di categoria compresa tra A1 e A11. Unica eccezione è la categoria A/10 in quanto destinata ad uffici oppure studi professionali privati. L’uso dell’immobile deve essere esclusivamente abitativo.

Rientrano però, anche le pertinenze, se locate insieme all’abitazione. Il classico esempio, è quello del garage legato all’appartamento. Se esistono più comproprietari dell’immobile l’opzione deve essere esercitata da ciascun locatore.

L’opzione della cedolare secca può essere utilizzata anche nei contratti di locazione ad uso commerciale, ma con una particolarità. Devono essere stati stipulati nel 2019 ed essere immobili classificati come C/1. La superficie deve essere minore di 600mq e sono escluse le pertinenze.

Cedolare secca: le caratteristiche principali

Una delle caratteristiche di maggiore interesse, per i proprietari, è che il reddito assoggettato a cedolare NON fa cumulo con gli altri redditi (per esempio lavoro dipendente). Sul reddito assoggettato a cedolare e sulla cedolare stessa, non possono essere fatti valere rispettivamente oneri deducibili e detrazioni.

La cedolare secca comporta una tassazione unica del 21% sul canone di locazione annuo stabilito nel contratto. Solo per i contratti a canone concordato è prevista una riduzione al 10%

Quanto dura la cedolare secca?

L’opzione dura per tutto il periodo del contratto di locazione. Il locatore può revocare l’opzione dandone comunicazione al conduttore, entro 30 giorni dalla scadenza dell’annualità. In caso di proroga del contratto, è necessario, confermare l’adesione al regime facoltativo.