Autore: Liliana Terlizzi

Piemonte - Sentenze di Cassazione

Cassazione: niente assegno di mantenimento all’ex moglie che non cerca lavoro

La Cassazione ha dato ’ragione’ a un marito che si era rifiutato di versare l’assegno di mantenimento alla ex moglie, che aveva rinunciato a trovare un lavoro.

Già nel mese di novembre era arrivata una sentenza definibile storica per quanto riguarda le coppie divorziate. A fine 2020, infatti, fu stabilito che i mariti non erano più tenuti a pagare gli alimenti alle ex mogli che avevano intrapreso una relazione stabile e duratura.

Nuova sentenza storica nei rapporti di coppia

Nella giornata di oggi arriva una sentenza simile e altrettanto «pesante»: se l’ex moglie divorziata si rifiuta categoricamente di cercare un lavoro, non ha diritto all’assegno di mantenimento.

L’ordinanza numero 2653 del 2021, riguardante una coppia piemontese, crea un precedente importante. Una donna, divorziata da alcuni anni, secondo i giudici ha rinunciato letteralmente a cercare un lavoro, nonostante la giovane età, in virtù dell’assegno di mantenimento da parte dell’ex marito.

Quest’ultimo, oggi 46enne, dopo alcuni anni, ha deciso di smettere di dare soldi alla ex coniuge. I due sono finiti davanti ai giudici e già in secondo grado i giudici avevano dato torto alla donna che non voleva cercare lavoro.

Come suo diritto, il soggetto in questione è andata in Cassazione, sostenendo che “non era stato tenuto conto del tenore di vita ai tempi del matrimonio”.

La stangata della Cassazione

Secondo lei, infatti, non aver lavorato per più di vent’anni l’avrebbe messa «fuori mercato». Ma i giudici non l’hanno considerata una giustificazione plausibile e proprio il fatto che la donna avesse 46 anni di età, dunque “non particolarmente avanzata”, e nessun problema di salute, non le avrebbe impedito di cercare un impiego.

Inoltre è emerso che negli anni scorsi aveva lavorato saltuariamente come donna delle pulizie, per poi rinunciarvi definitivamente alcuni mesi fa. Infine, ultimo dettaglio non sfuggito ai giudici è la nuova relazione sentimentale intrapresa con un uomo dalla 46enne, nonostante lei abbia provato a classificarla come “amicale”.

La Cassazione è stata ‘severa’ nei suoi confronti: ha decretato legittimo lo stop al versamento dell’assegno di mantenimento e l’ha condannata a pagare le spese processuali, per un ammontare di 1.500 euro.