Caso Denise Pipitone, lo sfogo di Gianluigi Nuzzi: «Aberrante che ricerca verità sia affidata a tv russa»

Il conduttore di Quarto Grado commenta la vicenda della ragazza russa che sembrerebbe Denise Pipitone. Oggi è il giorno della verità

Mancano poche ore per scoprire la verità sulla storia della piccola Denise Pipitone, scomparsa 17 anni fa da Mazara del Vallo. Il programma russo «Lasciali Parlare», manderà in onda sul Primo Canale i risultati del test del Dna effettuati su Olesya Rostova, la ragazza russa che è in cerca della sua mamma biologica e che potrebbe essere proprio Denise.

Ricordiamo che la giovane 20enne ha dichiarato di essere stata rapita quando aveva solo pochi anni di vita e poi portata in un campo rom. Dopo ha vissuto in orfanotrofio e proprio lì le è stato dato il suo nome attuale. Anche in Italia sarà possibile seguire la trasmissione russa. Ma le modalità del programma stanno facendo molto discutere nel nostro Paese, specialmente la mamma di Denise Piera Maggio e il suo legale.

Proprio Giacomo Frazzitta, questa sera dovrebbe intervenire nella trasmissione collegandosi dall’Italia. La tv russa non ha voluto dare nessuna anticipazione riguardo i risultati, nè ad Olesya e nemmeno alla famiglia Pipitone. Insomma, si è creato un vero e proprio circo mediatico su questa vicenda.

Rimane la suspance fino alla messa in onda che è stata posticipata ad oggi. Doveva esserci ieri. Intorno alle 19.45, ore locali, dovrebbe essere dato il verdetto del primo step sull’identificazione di Denise. In Italia saranno le 18.45. Per seguire la trasmissione sarà possibile collegarsi sulla piattaforma streaming del primo canale, ovviamente sarà trasmesso in lingua russa.

Lo sfogo di Gianluigi Nuzzi: «È abberrante»

Il conduttore di Quarto Grado Gianluigi Nuzzi, proprio a poche ore dalla notizia sul Dna di Olesya, ha commentato la vicenda all’Adnkronos definendola «aberrante».

«Trovo che sia aberrante che una ricerca della verità di questo tipo sia in attesa degli umori di un programma televisivo. Di fronte alla sottrazione di Denise Pipitone che era sparita, per cui credo che sia stato compiuto un reato e lo dico con sarcasmo perché non penso che quella bambina 17 anni fa avesse l’autonomia per costruirsi una vita, oggi c’è un ipotesi che non è vagliata né dalla magistratura italiana che potrebbe farlo né da quella russa. La vicenda non può essere chiarita in base all’iniziativa privata di un editore televisivo». 

Il giornalista ha poi aggiunto che nè la magistratura italiana e nemmeno quella russa è intervenuta per chiarire la cosa. È davvero "offensivo" - sottolinea - che il dramma di Piera Maggio e dell’intero Paese sia appeso agli umori di un editore televisivo di un altro paese.

Denise Pipitone e Olesya Rostova, il legale di Piera Maggio: «Senza Dna, niente diretta tv russa»

Intanto l’avvocato della mamma di Denise Pipitone, Giacomo Frazzitta, è in attesa ancora dei risultati richiesti dalla tv russa per capire se effettivamente la ragazza in cerca della sua mamma biologica possa essere la piccola bimba siciliana. «Ma se tutto non avverrà prima delle 16,30, rinuncerò al collegamento con la tv», annuncia il legale di Piera Maggio.

«Sono in attesa ancora che sul mio tavolo giungano i risultati che abbiamo richiesto, a partire dal gruppo sanguigno di Olesya», aggiunge Frazzitta che alle 17 (ora italiana) dovrebbe collegarsi dalla Sicilia con la trasmissione russa «Lasciali Parlare». Mancano poche ore e ci sarà il primo faccia a faccia.

Sempre Frazzitta, ieri era stato categorico. La stessa linea di pensiero la seguono i genitori di Denise Pipitone: «Non accettiamo ricatti mediatici. Se prima della trasmissione non ci faranno avere la documentazione relativa al gruppo sanguigno della ragazza e sull’eventuale test del Dna non parteciperemo alla trasmissione. Abbiamo accettato la loro proposta con l’obiettivo di fornire alla Procura tutta la documentazione scientifica necessaria a fare chiarezza, ma finora non abbiamo ricevuto nulla, e senza questi elementi non permetteremo una strumentalizzazione mediatica della vicenda».