Caso Denise Pipitone, esito Dna negativo su una famiglia russa. Il legale di Piera Maggio: «Pronti ad interessare l’ambasciata»

Parla l’avvocato di Piera Maggio: “Se esito test Dna in ritardo, pronti a interessare ambasciata in Russia”. Cresce la speranza dopo che l’esito del Dna di Olesya è stato confrontato con quello di una famiglia russa e ha dato esito negativo

L’avvocato di Piera Maggio è pronto a coinvolgere l’ambasciata italiana in Russia se l’esito del Dna è in ritardo. Giacomo Frazzitta, come la mamma di Denise Pipitone, si dice in ansia per l’esito del test e per questo motivo ha chiesto di ricevere i risultati del test del sangue entro questo weekend.

Dalla Russia test del Dna negativo: si spera nell’esame del sangue

La giovane ragazza di 21 anni che ha lanciato un video appello per ritrovare la sua famiglia di origine, è stata sottoposta al test del Dna. L’avvocato Frazzitta a Repubblica ha dichiarato: "Ci basta un whatsapp per sapere se coincide con quello di Denise, ma ancora non arriva, i contatti con la Russia non sono facili".

Sono ore di grande attesa per la famiglia di Denise Pipitone ma anche per tutta Italia. La vicenda è ritornata sotto la luce dei media grazie ad una particolare segnalazione nella trasmissione Chi l’ha Visto? .

Un’infermiera russa che vive da anni in Italia, stava guardando una trasmissione del suo Paese. Era stata ospitata una giovane ragazza, Olesya Rostova, per ritrovare sua madre biologica. La somiglianza del volto tra lei e Piera Maggio c’è. Ma anche la sua storia somiglia molto a quella di Denise Pipitone.

La ragazza ha raccontato di essere stata rapita nel 2005 quando aveva solo 4-5 anni, stessa età e arco temporale di Denise che è scomparsa nel 2004. Ha vissuto in un campo rom e purtroppo non ha ricordi e nemmeno documenti relativi alle sue origini. Il suo nome attuale è stato dato dopo essere entrata in un orfanotrofio.
 
Per sapere se Olesya Rostova e Denise Pipitone sono la stessa persona, serve una prova genetica. La 21enne intanto continua a cercare la madre e dopo il suo appello, dalla Russia si era fatta viva una famiglia che aveva contattato il programma tv.

Ma il test del Dna effettuato ha dato esito negativo. Questa notizia aumenta ancor di più la speranza nella famiglia di Denise. In Italia si attende la comunicazione del gruppo sanguigno di Olesya. Se sarà uguale a quello di Denise, si procederà con il test del Dna.

L’avvocato Frazzitta: «Ci basta un whatsapp per sapere se coincide con quello di Denise»

Secondo il legale Frazzitta, per conoscere il gruppo sanguigno basta davvero poco, «un whatsapp». Ed ha spiegato che i contatti con la russia non sono facili. Conoscere il gruppo sanguigno è un elemento preliminare fondamentale per capire se è un falso allarme o bisogna continuare a seguire questa pista.

Ma la storia di Olesya potrebbe non finire come tutti sperano. La giovane non conosce il suo nome di battesimo, non conosce l’italiano e ricorda solo un lungo viaggio in treno con una donna rom che la portava a chiedere l’elemosina in strada.

Quando aveva cinque anni, la polizia scoprì che quella donna non era sua madre, Olesya fu portata in orfanotrofio e proprio lì prese il suo nome attuale.

Il legale di Piera Maggio ha concluso la sua intervista a Repubblica, spiegando: "In questi anni abbiamo visto tanti avvistamenti e segnalazioni. Questa volta, però, stiamo seguendo una strada diversa, non abbiamo avviato i canali burocratici, giudiziari internazionali. C’è un contatto più diretto e speriamo di poter arrivare prima rispetto a quei canali. Io spero entro il weekend di avere le idee chiare".

Anche la mamma di Denise lo spera. Sulla sua pagina Facebook ha pubblicato un post ribadendo «di non aver mai perso la speranza di riabbracciarla, pur rimanendo cautamente speranzosa».