Cashback sospeso dal 30 giugno: malumore M5s, ecco cosa sta succedendo

Cashback sospeso dal 30 giugno: malumore M5s, ecco cosa sta succedendo

La decisione del governo trova la disapprovazione che si rintraccia in alcune dichiarazioni provenienti dal mondo pentastellato

Il 30 giugno era il limite del primo semestre di Cashback. Si tratta (o forse è meglio parlare al passato) del programma attraverso cui il governo Conte 2 ha disposto un rimborso (al massimo 150 euro, più la partecipazione al Super Cashback da 1500 euro) a quanti mettessero insieme 150 transazioni valide con i pagamenti elettronici.

Cashback sospeso: la situazione

Proprio quando si è vicini al traguardo della prima tranche e si iniziava a chiedersi quando sarebbero arrivati i rimborsi, è arrivato lo stop al programma Cashback. Una scelta che sta suscitando reazioni tali da rendere la questione quasi un vero e proprio caso politico.

Rimborsi Cashback: cambia poco per la tranche in atto

È bene precisare, per quanti avessero aderito e che fossero in attesa del rimborso, che i diritti acquisiti entro il 30 giugno restano validi. Ciò che cambierà è che, a partire dall’1 luglio, l’iniziativa non viene rinnovata e non ci sarà fino al 31 dicembre la possibilità di effettuare quelle 50 transazioni che, dall’1 gennaio al 30 giugno, sono state il numero minimo di pagamenti elettronici per poter ottenere il beneficio.

Le perplessità del M5s sulla sospensione del Cashback

C’è il Movimento 5 Stelle, in particolare, a manifestare perplessità rispetto alla direzione intrapresa dal governo. Persino chi ne fa parte, come il pentastellato ministro delle Politiche Agricole Stefano Patuanelli, ha usato parole di non condivisione della scelta. «La sospensione del cashback - si leggge in alcune sue dichiarazioni - è un errore, l’ho detto e ripetuto ieri in cabina di regia. Mi auguro si possa tornare indietro su questa decisione»

Sulla stessa lunghezza d’onda un’altra esponente del Movimento 5 Stelle e membro del governo Draghi, Fabiana Dadone. «È un errore - ha detto la ministra per le Politiche Giovanili - la sospensione del cashback che come strumento di incentivo all’utilizzo di pagamenti elettronici e lotta all’evasione è stato perfetto. Chiederemo in consiglio dei ministri i motivi di questa decisione».

Cashback dopo il 30 giugno

Gli italiani, in questi mesi, avevano imparato a capire il principio di funzionamento del Cashback. Ad ogni transazione ritenuta valida (in generale, tutte quelle fatte nei negozi fisici o in luoghi come gli studi professionali) si arrivava ad accumulare un bonus pari al 10% della spesa fatta (fino ad un massimo di 15 euro su 150 euro).

Raggiunti i 150 euro, sarebbe stato necessario attendere la fine del semestre per vedersi accreditati sul proprio conto corrente la cifra. Più la possibilità di avere 1500 euro in caso di piazzamento nella classifica SuperCashback che avrebbe accolto i primi 100.000 per numero di pagamenti elettronici.

Il programma originario prevedeva che il Cashback avesse almeno altri due semestri d’applicazione. La seconda metà del 2021 e la prima del 2022. Tutto però, per il momento, è congelato.